MOLINAROLI ILARIA

La luce di Turner (1819-1829)


Introduzione

Lopera di Turner si sviluppa su due distinti livelli: le tele presentate alla Royal Accademy, nella sua galleria o eseguite su commissione, e quelle che teneva nascoste nel suo studio. Le tele esposte al pubblico sono considerevolmente differenti dalle altre creazioni, rappresentano la parte ufficiale del suo lavoro e, per questo, riflettono il modo in cui l’artista voleva essere considerato: un degno rappresentante del suo genere, ligio alla tradizione artistica.

Le opere celate nel proprio studio sono, invece, un’espressione del suo aspetto segreto, misterioso, tele su cui ha osato tentare nuove ed originali soluzioni, dove le consuetudini artistiche sono state sfidate e messe alla porta dall’irruenza del suo genio indomabile.

Forse spaventato delle sue stesse capacità e timoroso di non venir compreso nelle sue innovative ricerche nasconde agli occhi degli altri i suoi strabilianti tentativi, maniera questa con cui l’artista intendeva celare probabilmente a se stesso i cambiamenti e la propria audacia. Sono proprio queste opere ‘segrete’ che ci svelano il vero genio di Turner, il suo vero spirito innovatore e rivoluzionario che non può e non vuole attenersi a delle regole stereotipate dettate dalla tradizione artistica pur rispettandole come tali: Turner avrebbe voluto essere considerato come il continuatore dell’opera dei grandi maestri, ma il suo spirito indomabile ha fatto sì che in vita non venisse compreso se non in rare occasioni e da una ben ristretta cerchia di persone.

La personalità di Turner, la sua inestinguibile curiosità lo porta a cercare incessantemente qualcosa di cui, agli inizi, probabilmente non conosce ancora il nome: il suo desiderio di ricerca di nuove soluzioni pittoriche lo guida nello studio dei grandi maestri del passato conducendolo così ad una perfetta padronanza di stili diversi; allo stesso modo la sua sete d’osservazione, la sua implacabile bramosia di conoscere nuovi luoghi lo porta a viaggiare, per il proprio paese e per tutta l’Europa con un impeto straordinario.

Il viaggio era qualcosa di essenziale per un artista romantico, sempre alla ricerca incessante di nuovi orizzonti, di paesaggi sempre nuovi e sempre più emozionanti. L’animo da viaggiatore avventuroso e instancabile, unito al desiderio di recarsi in Italia per ammirare quei luoghi finora conosciuti soltanto attraverso le opere degli altri artisti, fa sì che Turner giunga a Venezia nel 1819.

Venezia si rivela la città che riesce a liberare Turner da ogni costrizionismo accademico, facendogli scoprire scorci e scenari attraverso il bagliore della luce che la illumina: Turner riesce a carpire il favoloso mistero della luce, non la semplice illuminazione solare ma qualcosa di avvolgente, di abbagliante che penetra l’anima e acceca lo sguardo. Quale città se non la scintillante Venezia, sospesa sull’acqua, poteva rivelare a Turner la vera natura, la vera essenza della luce?

Da questo momento in poi Turner non si concederà più tregua nel suo cammino pittorico, ossessionato dagli effetti meravigliosi che lo avevano stupito nella laguna, ma non solo: tutta l’Italia gli si presentava come un paese caldo e con un sole abbagliante che fino a quel momento non aveva avuto modo di conoscere. Turner inizia a realizzare rese atmosferiche in cui i colori si fondono nella luce, dove luce e colore, primeggiando sulle forme, diventano il vero soggetto delle opere.

Il genio di Turner esplode nelle vedute di Venezia, immerse in una evanescenza dorata e in cui viene trasferita tutta la magica atmosfera di quei luoghi sospesi tra mare e cielo. La vivacità e la luminosità di colore sono sorprendenti, la dissoluzione della forme a vantaggio della luce è una caratteristica a cui approda dopo il primo viaggio a Venezia, fino ad arrivare a dare completa supremazia al colore. Negli acquerelli veneziani le forme si disintegrano nella vibrazione atmosferica dello spazio e della luce, l’artista comincia a compiere i primi passi nella direzione da lui scelta: fissare sulla tela la luce, darle una forma e dei colori. Turner non ha mai smesso di evolversi e di voler raggiungere traguardi sempre più difficili, allontanandosi dal sicuro sentiero della tradizione.

Anche se in molti dei suoi soggetti si ispirò a tempeste, naufragi, situazioni drammatiche e sconvolgenti come espressione della forza sublime della natura, l’amore e la sensibilità per gli aspetti naturali più tranquilli ed idilliaci non lo abbandonarono mai: si rafforzarono, anzi, con i soggiorni italiani, momenti in cui si trovò immerso in paesaggi, luminosità e serenità che prima poteva soltanto immaginare. Turner racchiude in sé la capacità di comprendere la Natura in tutte le sue misteriose manifestazioni e trasformando il tutto, nei suoi quadri, in mirabili rappresentazioni di momenti che spaziano dal drammatico alla pace idilliaca.

Il periodo che va dal 1819 al 1829 è per Turner un arco di anni in cui, attraverso infiniti tentativi che abbracciano migliaia di schizzi, acquerelli, opere su tela, riesce a raggiungere la meta prefissata, quel traguardo che tanto anelava: la luce è stata catturata dal suo abile pennello, la sua instancabile mano è riuscita a definire l’impalpabile essenza della luce. È tutto racchiuso nell’opera Ulisse schernisce Polifemo. Odissea di Omero.

Da questo momento niente può frenare l’evoluzione di Turner, i suoi dipinti che già stavano subordinando le forme al colore, adesso diventano rappresentazioni non tanto del soggetto ma del mezzo con cui sono osservati. L’artista sembra tornare al caos primordiale del mondo, dove niente è ancora definito ma tutto è vuoto e senza forma: i suoi paesaggi sono stati definiti come i ‘dipinti del nulla’, tale è la sensazione, mentre si osserva i suoi quadri, di essere di fronte ad una tela senza soggetto, per poi scoprire che esistono delle forme che sembrano nascere a poco a poco sulla superficie del quadro.

In questo testo si cerca di illustrare, passo dopo passo, il percorso seguito dall’artista, dal momento della rivelazione della luce al momento in cui questa è stata conquistata e tradotta su carta: un percorso pittorico emozionante che ci svela le sensazioni di Turner, le sue aspirazioni e le sue vittorie.


 

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