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OMODEI ZORINI GIANVINCENZO Nostradamus, medico e veggente La sua leggenda continua dopo quattro secoli
Ma, soprattutto, Nostradamus volle guardare lontano... Nel 1555, a Lione, pubblicò un libro misterioso, «Les Prophéties» (Le profezie), in cui, in quartine dal linguaggio oscuro disposte in “centurie”, volle fare pronostici che andavano ben al di là di quelli di carattere meteorologico. Era, il suo, un secolo ricco di “profeti” di ogni sorta, ma egli si distaccò da tutti gli altri veggenti perché, negli anni successivi alla pubblicazione del suo libro, alcuni fatti da lui “visti” ebbero reale riscontro. Il 1º luglio 1559 il Re di Francia Enrico II moriva durante un torneo cavalleresco indetto per le nozze di sua sorella Margherita con il Duca di Savoia Emanuele Filiberto, e Nostradamus aveva proprio detto (ma nella sua lingua ermetica di non facile comprensione) che un Re francese sarebbe morto proprio in duello... Pochi anni dopo si verificarono altre circostanze, sempre relative alla Casa Reale di Francia, che, in qualche modo, potevano ricondursi alle profezie del veggente provenzale... E fu così che il Re Carlo IX, forse a scopo scongiuratorio, pensò di andare a fargli visita a Salon, e questa fu, per lui, la consacrazione della sua fama. Dopo la sua morte, di lui non si sarebbe quasi più sentito parlare se, durante la rivoluzione francese, un erudito francese non avesse ritrovato una quartina che cominciava con la frase «L'anno millesettecentonovantadue — che si crederà essere un rinnovamento di secolo...”, e più in là si proseguiva dicendo che un «bourbon, a cagione di una fuga ingiusta, sarà giustiziato». In riferimento alla sorte toccata a Luigi XVI di Borbone e la precisa coincidenza della data fecero sì che, da allora, ogni fatto più o meno grande della storia sia stato interpretato dalla luce delle profezie di Nostradamus. Fu veramente egli quel gran veggente che dicono? Previde veramente Napoleone quando scrisse «Un Imperatore nascerà presso l'Italia — che costerà caro all'Impero...»? E “vide” poi, in successione confusa, i giorni della seconda guerra mondiale (ma non quelli della prima!) con, corollario finale, la drammatica sequenza di Piazzale Loreto? “Vide” veramente queste e molte altre cose ancora? Non sapremmo dire. Qualche coincidenza veramente vi è, ma tutto è, naturalmente, interpretato “col senno di poi”, come fecero a suo tempo i francesi della rivoluzione quando, dalla polvere dei secoli, andarono a ripescarne il nome. «Enfatiche e non di rado oscene, le quartine sono riunite senza ordine cronologico e affidate a un linguaggio sibillino ed ermetico fino a un'età che va fino al 3797»: così ne dice uno storico dei nostri giorni. E se in passato molti si sono affannati per togliere i velami segreti da questi oscuri versi, nei nostri tempi si è avuto addirittura un pullulare di esegeti che hanno creduto di leggervi in ogni passo una sicura previsione per le future sorti dell'umanità. Purtroppo, in un'età come la nostra ove la scienza è riuscita a dare ragione di molti fenomeni in precedenza non spiegabili, sembra che più ancora che nei secoli precedenti vi sia (almeno in certi settori) una vera e propria mania ossessiva nei confronti dell'occulto o del presunto tale. Temi millenaristici, animati specialmente dalle ombre di Nostradamus e dell'ancor più leggendario Malachia (quello della cronologia dei Papi, tanto per intenderci), fanno sempre di più presa nella gente. Sarà perché in quest'epoca di certezze ancora vogliamo pagare il nostro tributo al mistero e all'inspiegabile? Chissà... Sappiamo però che Nostradamus, così come viene interpretato, è ancora spesso cagione di irrazionali paure collettive. In proposito ci viene alla mente la scarsissima affluenza di popolo durante la visita di Giovanni Paolo II a Varallo di pochi anni fa: ebbene, Nostradamus (o chi per lui, nella fattispecie l'“esperto” che aveva commentato le “centurie” realizzando un libro con cui si è arricchito... alla faccia dei creduloni) aveva previsto che, proprio a Varallo, «si sarebbe sparso sangue»... Per fortuna non è stato così, e significa che anche i profeti e i loro commentatori sbagliano. A ogni modo, anche per chi ci crede, c'è almeno una consolazione: il mondo dovrebbe durare almeno fino al 3797, anno a cui si riferiscono le sue ultime profezie. Noi tutti, quindi, non saremo presenti alla sua fine. |
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