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BRUGIA BENEDETTO Impegno e coerenza Ritengo che la confusione e la disinformazione in termini politici stiano provocando dei danni irreversibili. Con la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, ogni militante, a qualsiasi responsabilità sia preposto, deve rimboccarsi le maniche per dare tutto il proprio impegno per poter dimostrare agli italiani la grande truffa che si sta perpetrando nei loro confronti. Non sono assolutamente sorpreso dell'atteggiamento che sta tenendo tutta la classe politica, in quanto è in sintonia con il disfacimento etico-morale di tutta la politica italiana. La confusione è tanta. Qualche sciagurato politico facente parte della coalizione governativa, non avendo programmi seri, ha la faccia tosta e l'irresponsabilità di proporre la soppressione di scuole come il liceo classico, nel tentativo di voler appiattire la cultura italiana togliendo il senso critico, evitando ai cittadini di sottoporre a un esame un principio, un'asserzione, un fatto, per stabilirne il grado di credibilità e il valore prima di accoglierli come veri. Tutta la cultura italiana nella più larga espressione, comprendendo la vita consorziale, ormai è all'abbrutimento. Il qualunquismo povero e ipocrita di stampo capital-clerico-marxista, conseguenza di una guerra perduta e di cinquant'anni di politica dissennata, coniuga alla confusione di una pseudo-cultura statunitense con dosaggi di arroganza castrista di stampo latino-americano. Tutto ciò non appartiene alla tradizione della cultura italiana ed europea! L'Italia, divenuta terra di vassalli e di sciacalli! Gli italiani sono stati sorpresi da un'inevitabile nevrosi collettiva e demolitiva, ammaestrati quotidianamente da una stampa priva di libertà e da intellettuali venduti a lobbies con forze finanziarie impressionanti, infischiandosene altamente della nazione italiana, adoperandosi, invece, a contare i miliardi accumulati nel tradimento intellettuale. Multinazionali e intellettuali corrotti, unici che potevano esprimere il loro pensiero, per cinquant'anni hanno “operato” senza alcun freno. Con dolore, e con un modo alla gola, tento di urlare con tutto il mio ardore: «Hanno cancellato duemila anni di storia». Mi ribello con lo stesso ardore, sostenendo: «Riprendiamoci la storia». Il dramma non si ferma in Italia. I signori del denaro, i potenti della Terra, in termini demolitivi hanno seppellito la cultura del Mediterraneo, cancellando quattromila anni di storia, dividendo i popoli in scontri sociali, scontri religiosi quasi tribali, pur di evitare il confronto sul terreno della pace, della verità, della giustizia e, soprattutto, sul Mediterraneo delle Nazioni e, quindi, del rispetto. Benito Mussolini, nel suo famoso discorso di Bari, si era rivolto ai popoli del Mediterraneo lanciando un ponte di confronto culturale e commerciale. Sento il dovere di esternare in termini politici e in termini critici, nel tentativo di provocare la discussione e il dissenso, nel tentativo di indurre nel propositivo. Sono maledettamente critico nei confronti dei partiti e degli uomini politici che ne fanno parte, tanto da sentirli in malafede e truffaldini nei confronti del popolo italiano. Ritengo che essere politici significhi avere sensibilità artistica, portata da una volontà sacrificale, sentire le situazioni e anticiparle, emanando il messaggio alla gente in una volontà propositiva. Sento, invece, che i politici utilizzano la gente, coloro che combattono quotidianamente la battaglia per la sopravvivenza. Nel 1945 sono caduti gli uomini migliori, sono caduti sui campi di battaglia, altri fucilati da bande armate. Non esiste città in Italia dove non siano stati commessi brutali assassinii. Un pensiero particolare in questo momento mi porta alla notte tra il 7 e l'8 luglio 1945, dove all'interno del carcere di Schio venivano ammassate e trucidate 57 persone, fra queste anche giovani donne fra i 16 e i 30 anni. I peggiori si sono nascosti cambiando il colore della pelle come i camaleonti, rifiutando il confronto con la morte, quale trionfo alla vita e alle Idee. La mia generazione è rimasta teste fedele dell'ideale con presa di coscienza del bene e del male. Abbiamo ereditato la volontà sacrificale e abbiamo salvato dall'ignominia l'Idea. I politici, anche di una certa parte, troppo spesso hanno strumentalizzato i giovani eroi utilizzandoli come scudi, per difendere comunemente gli interessi personali. Troppo spesso hanno utilizzato frasi a effetto, tentando l'opera teatrale nei comizi di piazza fatti di critica non propositiva, non tenendo conto che la critica fine a se stessa si andava a scontrare in un confronto con un popolo in attesa di proposte nel tentativo di ricostruire, in termini partecipativi, la propria esistenza e il proprio futuro. Spesso i politici affrontavano la piazza in termini demagogici, senza avere né cultura rivoluzionaria né reazionaria ma solo termini avventuristici. Le giovani donne si aspettavano dalla destra sociale risposte alle loro domande, coscienti del loro ruolo sociale di donne, di madri e lavoratrici. Questi politici hanno lasciato che queste meravigliose espressioni della nostra società fossero fagocitate dalla demagogia comunista. I nostri giovani, sprovveduti, sono stati educati da alcuni politici a sfondare i picchetti delle fabbriche invece di innalzare barricate contro il capitalismo reazionario e internazionale che aveva ignobilmente tradito, andando a braccetto con gli invasori e prendendo da essi lezioni di liberalismo rampante che offende l'intera collettività nazionale. Noi siamo i “garanti della socialità”, garanti dell'unità nazionale, siamo i garanti per la giustizia e propositivi alla partecipazione di ogni singolo alla comunione nazionale. |
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