BRUGIA BENEDETTO

Morte di un magistrato


Corriere della Sera

Martedì 21 luglio 1992

Pagina 1

• Il Paese inquieto di fronte alla doppia emergenza criminale ed economica

Operazione Palermo - Inviati 2000 agenti e carabinieri, 800 soldati

Trasferiti nelle supercarceri decine di boss

Governo - Cambia il decreto antimafia - Più poteri alla Dia

I giudici: «Via Giammanco dalla Procura»

“Né bandiere, né chiacchiere” (di Enzo Biagi)

“Sei cose da fare” (di Vittorio Grevi)

 La strage accresce la sfiducia degli investitori esteri - Crollo in Borsa, lira a picco

Pagina 2

«Avvertimmo la polizia, inutilmente»

Alcuni abitanti: «In zona giravano personaggi sospetti»

Il giudice Marini: «Ci vuole la pena di morte»

Orrore e disperazione di 300 sfollati - Dopo la bomba notte di sciacalli

Un derubato: «Mi vergogno per i ladri»

Madonia, Calò, Riina e Provenzano i baroni più temuti

La geografia dell'Antistato

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Non vogliamo i funerali di Stato

No alla passerella di capi e politici

Lo sdegno della sorella di Falcone

Strazio con dignità nella casa del dolore

Paolo sarà fiero dei propri figli

Confidenze, preoccupazione, paure durante un colloquio avvenuto 15 giorni fa

Pagina 4

Emanuela, maestrina in divisa

«Basta con le scorte» chiede la madre

“Eroi senza perché” (di Dacia Maraini)

L'agente superstite: «Sono vivo per miracolo»

Morto Catalano, vedovo da poco, normalmente in servizio per padre Sorge

Gli scienziati: «Misure speciali come per l'Aids»

Televisione - Le esequie in diretta

Spettacolo - Giù il sipario per protesta

Solidarietà: raccolti fondi per i familiari

Pagina 5

All'erta militari nella città ferita

Anche Michele Greco fra i boss deportati

I 3.445 scudi umani che proteggono giudici e politici

Agenti in corteo a Milano: «Basta con la difesa passiva»

Intervista con Claire Sterling: «Nessuna faida interna, è una sfida allo Stato»

Pagina 6

E il decreto antimafia ora vola - Pronti a votarlo anche Pds e Pri

Pagina 7

Palazzo dei veleni - Martelli: «A volte il ricambio è la medicina migliore»

Elettricista tedesco il tecnico della bomba

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Il prefetto: «La verità è che siamo in guerra»

Pagina 9

Scalfaro parla in un'aula quasi vuota - Presente un quarto dei deputati

Pri e Pds disponibili

Per il Papa un insulto all'Italia

Bossi: «Continueremo a lottare contro i nostri nemici: partitocrazia e mafia»

Financial Times, El País, Washington Post, Le Figaro, Le Monde:

“La bomba dei 'Vespri di sangue' ha scosso il mondo”

• Scotti propone alla Cee un'alleanza antiboss      

 

Questo è il resoconto di un quotidiano a grande tiratura: nove pagine di pietà, di pena, di rancore, di qualunquismo benpensante e di squallidi servizi. Ma il resoconto di tutto il resto della stampa non è diverso. Centinaia di quotidiani di tutta Italia scrivevano le stesse cose con la stessa metodologia di pensiero. Parole simili o parole diverse, ma il succo rimane lo stesso. Telegiornali, Speciali Tg, interviste a personaggi illustri e meno illustri, papabili e non papabili: importante è la solita logorrea. A trentasei ore dall'attentato al povero giudice Paolo Borsellino, il solito Maurizio Costanzo — l'uomo dell'audience a tutti i costi; l'uomo che non si pone molti problemi morali pur di ottenerla; l'uomo della P2, quella loggia massonica e segreta della quale hanno fatto parte giudici, generali, politici, industriali, finanzieri; quella loggia coinvolta col fallimento del Banco Ambrosiano, che migliaia di miliardi è costato all'Italia; quella loggia che ha a che vedere col fallimento Rizzoli; quella P2 pronta ad arrogarsi il potere di uno Stato-non Stato (la gente dimentica troppo presto) — si porta a Palermo, si mostra commosso e mette in evidenza con la telecamera il quartiere distrutto. Intervista un povero poliziotto, il quale, poveraccio, è sicuramente in buona fede.

I mass media hanno dimostrato ancora una volta di essere al servizio scellerato di questo Stato privo di Nazione, privo di Patria, privo di Dio, privo di cultura, privo di scuola e privo, fondamentalmente, di famiglia. Questo Stato-non Stato che ha distrutto i fondamentali valori dell'uomo occidentale per distribuire americanismi, insensatezze, violazioni, disoccupazione e ladronerie delle più infami. Questo Stato-non Stato che ha sulla propria coscienza tanti omicidi perpetrati dai servizi segreti contro gente che non aveva venduto il proprio pensiero all'ammasso o al consorzio dei partiti. Questo Stato-non Stato incapace di amministrare questo Paese, incapace di offrire qualsiasi dignità e cittadinanza alla gente chiedendo sempre nuove tasse senza offrire servizi; anzi togliendo quelle conquiste acquisite da circa 70 anni. Quando uno Stato usurpa le sostanze dei propri cittadini, senza dare resoconti e servizi, non si può far altro che chiamare “pizzo”, lo stesso “pizzo” che quella mafia divenuta Stato nello Stato richiede per una fantomatica protezione ai cittadini. Non esiste nessuna differenza fra lo Stato-non Stato e la mafia-Stato. Piuttosto, ricercando nella memoria degli uomini, i cittadini operosi e seri, non posso dimenticare che i padri di questo Stato-non Stato e di questa Repubblica chiedevano e facevano alleanza con la mafia-Stato per l'abbattimento dello Stato fascista.

Proprio questa mafia-Stato che facilitò gli sbarchi delle truppe alleate, nell'ultimo conflitto mondiale, sulle coste siciliane. Sono gli stessi uomini di questo Stato-non Stato che chiedevano alle forze militari alleate di bombardare le principali città italiane; le popolazioni inerti morivano e chi veniva risparmiato rimaneva distrutto dal dolore e l'unica speranza era quella di ritrovare la pace a qualunque costo. Sono i padri di questo Stato-non Stato ad aver tradito l'Italia in guerra togliendole rispetto e dignità. Quell'Italia che dalla fine della prima guerra mondiale o quarta guerra d'indipendenza aveva costruito una Carta del lavoro, aveva fermato la barbarie comunista, aveva dato il primo grande colpo al latifondo, aveva creato i contratti di lavoro con valore giuridico, l'industrializzazione, la socialità, il superamento del concetto capitale quale sfruttamento dell'uomo sull'uomo a strumento di produzione.

Lo Stato-non Stato ha fatto proselitismo, disinformazione della cultura fascista, dando spazio con tutte le proprie risorse economiche e demagogiche di far cambiare nella mentalità degli italiani il concetto del bene e del male, invertendo il bene per il male e il male per il bene. Non è possibile essere antifascisti: l'antifascismo è ignoranza o è malafede.

Storicamente il Fascismo chiuse la bocca e le armi alla mafia-Stato attraverso la repressione del delinquenziale, creando attraverso la scuola una cultura antimafia, una cultura antimassonica, una cultura nazionale, una cultura di fratellanza e una cultura di amore fra le popolazioni italiane. Il Fascismo fece rivoluzione all'interno della scuola, creando un nuovo ordine scolastico, basandosi essenzialmente sui valori nazionali. Mentre i pelandroni dello Stato-non Stato, giorno dopo giorno, separano le genti d'Italia, creano l'Italia delle nazioni, provocando odî e rancori fra regione e regione e fra comune e comune. Tutto questo lo vuole anche la mafia-Stato attraverso i capicosca, con le proprie zone di influenza e con il controllo del territorio. Tutto questo è criminale, assurdo e amorale che gli uni fingano di essere contro gli altri. E la gente ci crede!

Infatti troviamo giudici contro giudici, poliziotti contro poliziotti, gente contro gente, politici contro politici, ladri contro ladri, pentiti contro pentiti, clan mafiosi contro clan mafiosi, boss contro boss, mentre l'uomo della strada, colui che timbra il cartellino, tutte le mattine, alla stessa ora, è costretto molto spesso a fare lavori privi di interesse e privi di gratificazione. O quella gente che alza le saracinesche la mattina presto e le abbassa alle 8 di sera e che continua a lavorare, per far quadrare i conti, fino a tarda notte. Quei piccoli imprenditori, artigiani, che, soltanto per la passione del proprio lavoro, lavorano 15 ore al giorno; quei giovani o meno giovani artisti convinti di poter farsi strada senza una tessera di partito, ma che non la faranno mai; quei poveri operai che con quattro soldi devono tirare avanti la propria famiglia dietro mille sacrifici. Cosa si può dire di quei poveracci di poliziotti, sani figli del popolo, che si fanno ammazzare per difendere uno Stato che non esiste? Che ruolo hanno queste genti in tutto questo? Sono solo spettatori male informati, violentati quotidianamente dalla stampa e dalla televisione, utilizzati quale strumento politico e come vacche da mungere come elementi economicamente produttivi e strumenti atti a creare ricchezza nazionale.

Forse qualcuno ha “sgarrato” dalla fraterna alleanza fra lo Stato-non Stato e la mafia-Stato. Coloro che non sono in buona fede, come i burocrati di questo Stato-non Stato, non devono far pena al sano popolo italiano. La gente non deve dimenticare che questi “giudici caduti sul campo” sono gli stessi che durante l'“autunno caldo” e gli anni successivi sostenevano che uccidere un fascista non era reato. Non è possibile dimenticare la vergognosa sentenza contro l'anarchico Marini, dove si sosteneva che l'anarchico, assassinando a coltellate uno studente cieco simpatizzante del Fuan, nonostante che fu dimostrata la premeditazione e l'agguato, fu sentenziato che alla visione di un fascista non si poteva resistere dall'accoltellarlo. Così i comunisti e gli anarchici nostrani, arrabbiati dei quattro anni di reclusione, affiggevano in tutta Italia manifesti raffiguranti un cielo azzurro, con al centro un gabbiano bianco ad ali spiegate, con sotto la scritta “Libertà per l'anarchico Marini”.

Questo Stato-non Stato impediva a qualsiasi voce anti Stato-non Stato di parlare, di raggruppare amici e conoscenti. Noi fascisti ne abbiamo subìto le conseguenze più dure. Ci hanno messo in galera senza prove, oppure costruendole di sana pianta. Ci hanno fatto massacrare sulle strade dalla barbarie comunista. Questi “giudici caduti sul campo” sono gli stessi che hanno creato veleno, hanno utilizzato il loro strapotere creando e costruendo prove per poter incarcerare nelle prigioni dello Stato-non Stato cittadini inermi e privi di colpe, funzionari integerrimi i quali credevano in uno Stato vero e la cui colpa era quella di pensare diversamente e desiderare uno Stato di diritto e uno Stato di libertà. La gente priva di malafede, dall'intellettuale all'uomo della produzione, è ora che faccia un'analisi seria, attenta e oculata facendo critica politica contro lo Stato-non Stato e la mafia-Stato, che poi sono la stessa cosa. È solo una questione di “sgarri”.

La cosa più vera e autentica che si può fare è l'istituzione di tribunali di diritto, con giudici veri, e grandi campi di lavoro duro per tutti i politici corrotti e i personaggi coinvolti nel malaffare con questo sistema.

Viva la Nazione! Viva il popolo italiano!


 

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