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BRUGIA BENEDETTO
Commemorazione
della nascita di Benito Mussolini
presso
il Circolo Milano-Cultura
Una
qualsiasi azienda che si rispetti e vuole avere un futuro deve garantire alla
propria clientela la piena soddisfazione. In alternativa non rimane che lo “sciacallaggio”, con un classico
“mordi e fuggi” che
sicuramente non offre nessuna certezza e un qualsiasi futuro commerciale.
La
certificazione di qualità è un passo fondamentale per garantire il futuro a
ogni attività. Il mondo in cui viviamo è privo di etica, di morale. Non esiste
nessun marchio di qualità e di controllo sulla veridicità storica. Anzi gli
storici utilizzano il classico “mordi e fuggi” per vendersi al
migliore offerente sul mercato, per scrivere quanto gli verrà commissionato. La
scuola è stata privata della verità, o di tutto ciò che può per avvicinarsi
alla verità più vera. Non solo nelle scuole vengono distorti gli insegnamenti,
attraverso insegnanti sovversivi, insegnanti menefreghisti e insegnanti
ignoranti in quanto sono stati privati delle verità storiche. La commemorazione
di oggi è molto importante per tutti noi, in quanto ogni volta che ci
incontriamo riscriviamo la storia o tentiamo di riscriverla in contrasto alle
falsità e all'oscurantismo creato dalle compagini governative o parlamentari,
emanazioni asservite ai partiti clericali e marxisti, determinando un potere
trasversale, tanto da trasformare i centri di potere in vere e proprie
associazioni a delinquere e fare delle amministrazioni pubbliche delle
mangiatoie per i partiti, allontanando sempre di più i cittadini, consumando i
peggiori reati penali, dal falso contabile al falso ideologico e la concussione
è quotidiana. In questa occasione non vorrei dilungarmi su argomenti che tutti
conosciamo più o meno bene; non voglio dilungarmi sulla vita di Benito
Mussolini, che più o meno bene tutti conosciamo. Non si contano i testi che
sono stati scritti e tradotti in tutte le lingue. Vorrei commemorare, attraverso
il coinvolgimento di cittadini che sentivano in Mussolini il loro punto di
riferimento, il difensore delle ingiustizie. Vorrei commemorare attraverso il
pensiero e i giudizi espressi da uomini che sono stati i protagonisti del
ventesimo secolo.
Due sono stati i movimenti che hanno
influenzato il pensiero di Benito Mussolini quando fondò i Fasci di
combattimento in piazza S. Sepolcro: i Futuristi con Filippo Tommaso Marinetti
(che lavoravano culturalmente nel tessuto sociale) e gli Arditi (di cui Benito
Mussolini aveva sempre mostrato, sin dall'indomani della loro costituzione in
Corpo, viva simpatia).
Il 10 novembre 1918, a confermare questa sua
simpatia, salì, nel corso della grande manifestazione patriottica svoltasi quel
giorno a Milano per la Vittoria, su un loro camion, volle brindare con un gruppo
di essi e disse: «Arditi! Commilitoni! Io vi ho difeso quando il vigliacco
filisteo vi diffamava. Sento qualche cosa in me in voi e forse voi vi
riconoscete in me. Rappresentate la mirabile giovinezza guerriera dell’Italia.
Il baleno dei vostri pugnali o lo scrosciare delle vostre bombe farà giustizia
di tutti i miserabili che vorrebbero impedire il cammino della più grande
Italia! Essa è vostra! Voi la difenderete! La difenderemo assieme!».
Vorrei ricordare con voi alcuni passaggi del pensiero
mussoliniano, per commemorare assieme l'anniversario della sua nascita:
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•)
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«...Noi sogniamo l'Italia romana, cioè saggia
e forte, disciplinata e imperiale. Molto di quello che fu lo spirito immortale
di Roma
risorge nel fascismo: romano è il littorio; romana è la nostra organizzazione
di combattenti; romano è il nostro orgoglio e il nostro coraggio...» |
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•)
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«...Non si fa della retorica se si dice che il
popolo italiano è il popolo immortale, che trova sempre una primavera per le
sue speranze, per la sua passione, per la sua grandezza...» |
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•)
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«...Grande fu lo sforzo, duro il sacrificio e
purissimo il sangue che fu versato: e non fu versato per salvaguardare interessi
di individui o caste o di classi, non fu versato in nome della materia; ma fu
versato in nome di un'idea, in nome dello spirito, in nome di quanto di più
nobile, di più bello, di più generoso, di più folgorante può contenere
un'anima umana...» |
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•)
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«...Il fascismo è una grande mobilitazione di
forze materiali e morali. Che cosa si propone? Lo diciamo senza falsa modestia:
governare la Nazione. Con quale programma? Col programma necessario ad
assicurare la grandezza morale e materiale del popolo italiano...» |
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•)
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«...Eravamo piccoli manipoli, siamo oggi
legioni; eravamo allora pochissimi, oggi siamo una moltitudine sterminata...» |
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•)
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«...Lo Stato non rappresenta un partito: lo
Stato rappresenta la collettività nazionale; comprende tutti, protegge tutti e
si mette contro chiunque attenti alla sua imprescrittibile sovranità...» |
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•)
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«...Occorre che tutti si rendano conto che è
necessario ancora e sempre subordinare gli interessi dei singoli agli interessi
della Nazione; perché la Nazione li comprende tutti. Se la Nazione è pacifica,
è concorde, è laboriosa, è prospera ed è ricca, è evidente che tutti coloro
che sono in essa ne trarranno benessere...» |
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•)
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«...Più conosco il popolo italiano, più mi
inchino dinanzi a lui; più mi immergo anche fisicamente nelle masse del popolo
italiano, più sento che questo popolo italiano è veramente degno del rispetto
di tutti i rappresentanti della Nazione...» |
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•)
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«...Penso che l'amministrazione dello Stato
cammina, quando ognuno al suo posto è occupato nel suo preciso dovere. Si
ottengono dei risultati fecondi, quando tutte le parti di questo delicato
meccanismo si muovono in armonia e tutte dirette al medesimo scopo...» |
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•)
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«...Il popolo che lavora è inquadrato nelle
istituzioni del regime. Attraverso il sindacalismo e il corporativismo, tutta la
Nazione è organizzata...» |
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•)
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«...Questa gioventù italiana aspra, intrepida,
irrequieta, ma fortissima, è per me la certissima garanzia che l'Italia marcia
verso un avvenire di libertà, di prosperità e di grandezza...» |
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•)
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«...La lotta di classe può essere un episodio
nella vita di un popolo; non può essere il sistema quotidiano, perché
significherebbe la distruzione della ricchezza e, quindi, la miseria
universale...» |
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•)
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«...Capitale e lavoro non sono due termini in
antagonismo; sono due termini che si completano; l'uno non può fare a meno
dell'altro; e quindi devono intendersi, ed è possibile che s'intendono...» |
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•)
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«...Si guardi la Carta del lavoro, come il buon
navigatore guarda la bussola...» |
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•)
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«...Solo con il lavoro e con la collaborazione
fra tutti gli elementi della produzione si aumenterà il benessere
individuale... Fuori di questi limiti è la miseria individuale e la rovina
della Nazione...» |
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•)
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«...È lo Stato che educa i cittadini alla
virtù civile, li rende consapevoli della loro missione, li sollecita
all'unità, armonizza i loro interessi nella giustizia, tramanda le conquiste
del pensiero nelle scienze, nelle arti, nel diritto dell'umana solidarietà,
porta gli uomini dalla vita elementare delle tribù alla più alta espressione
di potenza umana che è l'Impero, affida ai secoli i nomi di coloro che morirono
per la sua integrità o per obbedire alle sue leggi, addita come esempio e
raccomanda alle generazioni che verranno i capitani che lo accrebbero di
territorio o di genti che lo illuminarono di gloria...» |
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•)
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«...Governare significa avere la visione di
tutti i bisogni della Nazione; governare significa sentire nel proprio cuore
battere il cuore di tutto il popolo...» |
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•)
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«...Chi dice fascismo dice prima di tutto
bellezza, dice coraggio, dice tranquillità, dice gente che è pronta a tutto
dare e a nulla chiedere, quando sono in gioco gli interessi della Patria...» |

Benito
Mussolini era diventato una sola cosa con il popolo italiano, i cittadini
prendevano sempre maggiore coscienza di essere entità nazionale, la gente
viveva una vita futurista, viveva il futuro nella certezza.
La
gente scriveva così a Benito Mussolini:
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Oletta
(Africa Orientale - Natale 1939)
Duce,
una
famiglia riunita felicemente attorno al nuovo focolare acceso in terra d'Africa
Vi manda gli auguri e il grazie di cuore per tutto il bene che state spargendo
su queste terre redente dalla barbarie, grazie all'Impero.
Chi
Vi scrive è una madre.
Ha
visto i propri quattro figli ritrovare il sorriso riunendosi al capofamiglia
già lontano: la camicia nera Giuseppe Salatti, già combattente del III
Battaglione Camicie Nere "Tevere", ora felicemente occupato presso la segheria
di Sullà.
Grazie
Duce, a nome di tutte le famiglie qui congiunte per far sventolare la nostra
bandiera nelle terre che il sangue e il lavoro italiano hanno consacrato.
Non
dubitate Duce, ché l'opera trionfale e le mète supreme da Voi fissate saranno
raggiunte! La civiltà fascista viene avanti!
Dove
fino a ieri era ignorata ogni vera arte coltivatoria marciano già i nuovi
trattori e le moderne mototrebbie che hanno fatto la loro miracolosa comparsa in
queste lande.
L'esempio
della donna fascista sarà poi sprone all'incivilimento di genti aduse a
operare, senza pietà cristiana, la donna per lavorare il campo, allestire il
cibo all'ombra del quale il capofamiglia spende il suo tempo in chiacchiere
senza fine.
Alle
famiglie dei Tisegnà assegnati a ogni podere apporteranno i doni severi ma
preziosi dell'Impero che accomuna, in un regime superiore di autorità, genti
diverse per stirpe, confessione e livello civile.
Grazie
Fondatore dell'Impero!
Grazie
Condottiero che voleste e conduceste a glorioso compimento la grande impresa.
Liliana
Salatti
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Nel
1922 Nicola Bombacci, a capo della delegazione del Partito comunista italiano a
Mosca, si porta a rapporto con Lenin. Lenin, con molta severità, si rivolse
direttamente a Bombacci (in quanto era l'unico vero fiduciario e interlocutore
di Lenin) con queste parole: «In Italia c’era un solo socialista capace di
fare la rivoluzione: Benito Mussolini. Ebbene, voi l’avete perduto e non siete
stati capaci di recuperarlo». Tra
tanti discorsi di Benito Mussolini, uno in particolare deve essere menzionato
per la sua importanza storica e testamentaria: il discorso al Teatro Lirico di
Milano nel dicembre 1944. Mussolini aveva ritrovato la verve di un tempo
e di volta in volta era grintoso e drammatico: «A un dato momento dell’evoluzione storica italiana può essere feconda di risultati
— accanto al partito unico e cioè responsabile
della direzione globale dello Stato — la presenza di altri gruppi che, come
dice l’articolo 3 del "Manifesto di Verona", esercitino il diritto di
controllo e di responsabile critica sugli atti della pubblica amministrazione.
Gruppi che — partendo dall’accettazione leale, integrale e senza riserve del
trinomio “Italia-Repubblica-Socializzazione” — abbiano la
responsabilità di esaminare i provvedimenti del Governo e degli Enti locali, di
controllare i metodi di applicazione dei provvedimenti stessi e le persone che
sono investite di cariche pubbliche e che devono rispondere al cittadino del
loro operato».
Nicola Bombacci, molto tempo prima, nel 1936, scriveva sulla
“Verità” (la “Pravda”
italiana), organo del Partito comunista italiano: «...È in atto una
grandiosa rivoluzione sociale. È l’ora della collettività. I diritti dello
Stato, della classe, dei popoli, dell’umanità sono all’ordine del giorno. L’attenzione del mondo è rivolta su due uomini, a meditare, a divulgare, a
combattere la loro dottrina: Mussolini e Lenin. Soviet e Stato fascista
corporativo. Roma e Mosca. Oggi la storia ci pone dinanzi agli occhi l’esperimento di Mussolini. Non è più soltanto una dottrina, è un ordine
nuovo che si lancia audacemente sulla via maestra della giustizia sociale...».
Scriveva
Vincenzo Costa: «...Nel nome del popolo italiano si eressero le forche, si
scannarono altri uomini del popolo, si fece scempio dei loro corpi, si distrusse
ogni senso umano e cristiano: trionfò Satana. I condannati di Dongo scesero in
lunga fila nella piazza del Municipio, si schierarono davanti il porticciuolo.
Il colonnello Valerio, avuto con una smorfia il consenso di "Guido”, fece cenno al comandante del plotone dei
partigiani, Mordini, il quale gridò: "Fuoco!”. I condannati ebbero un solo grido che
echeggiò più forte della mitraglia: "Viva l'Italia!”. Bombacci, invece, ripeté sino all’ultimo rantolo, sino al colpo di grazia,
con tutti i suoi polmoni, "Viva il socialismo!”. Un socialista era andato a morire da
fascista. Alle medaglie d’oro fu negata la fucilazione al petto».
Giorgio
Pisanò scrive dopo lunga e faticosa ricerca: «Gli ultimi pezzi del mosaico
stavano per andare al loro posto. Quello che avevo saputo da Savina Cantoni e da
Vanotti coincideva con la testimonianza di Dorina Mazzola, che aveva sentito e
visto molto bene quanto era accaduto in quei pochi minuti nella casa e nel
cortile dei De Maria. Meno la fase finale del dramma: Mussolini moriva legato al
catenaccio della porta di quella stalla. Mussolini era stato ucciso lì, legato
a quella porta, e il suo cadavere era stato verosimilmente rimosso solo un paio
d’ore dopo, quando l’avevano coperto con un cappotto e un
passamontagna e trascinato per via del Riale. "E quando l’hanno tirato su da terra, poveruomo,
doveva essere conciato proprio male”, commentò Daniele Nastri. "Perché?”, gli domandai, colpito dall'osservazione.
"Perché qui, all’ingresso della stalla, era sempre tutto
pieno di sterco. Tenga presente che, appoggiata alla sinistra del muro di
sostegno dell’edificio, c’era una porcilaia, anche quella sempre
utilizzata. Quando abbiamo acquistato la casa si vedevano ancora macchie di
sterco a tre metri di altezza”. L’avevano lasciato morto in mezzo a tutta
quella sporcizia almeno due ore e non potevano ora fingere di fucilarlo da vivo
senza renderlo un poco presentabile. Gli ultimi cinque secondi di vita,
Mussolini li visse guardando in faccia i suoi uccisori, e tra le tante menzogne
accumulate nei resoconti ufficiali della sua fine, risuonano così veritiere
solo le poche parole che, in quei pochi attimi, gli hanno attribuito un sicuro
protagonista: Aldo Lampredi. Mussolini disse: "Mirate al cuore!”».
Così
moriva l'uomo, così facevano tacere per sempre la sua voce, così chiudevano il
sipario della verità, riportandoci a una “pseudo-legalità” prefascista, cercando di negare la rivoluzione culturale fascista e futurista. Il
potere ritornava alla Chiesa, maggiore responsabile dell'accaduto, i comunisti
sognavano la rivoluzione armata e il bagno di sangue, i capitalisti e i massoni
facevano alleanza con la Chiesa nel tentativo di restaurare e costruire un
potere economico-finanziario basato non sul patto sociale, ma bensì sullo
sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Non parliamo di piazzale Loreto, con la
complicità del cardinale Schuster. Ma sentiamo che cosa hanno detto su Benito
Mussolini i protagonisti del ventesimo secolo:
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•)
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«...Mussolini è un uomo straordinario che la
Provvidenza ha mandato all'Italia per farla uscire dal caos nel quale era
caduta, per avviarla verso più alti destini. Mussolini è un benefattore
dell'Italia e del mondo intero». (Anton Arida - 1935) |
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•)
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«...Il signor Mussolini è un uomo
meraviglioso: un formidabile lavoratore per la gloria della sua Patria. Non
posso entrare negli affari interni dei Paesi stranieri, ma devo affermare che il
signor Mussolini sta lavorando per la grandezza dell'Italia e sta sopportando un
peso tremendo sulle sue spalle. Egli ha una grande forza di carattere e una
grande sagacia; la sua condotta personale è improntata a fascino e
personalità. Personalmente Mussolini possiede le qualità dell'italiano
tradizionale, connesse e fuse nell'amalgama generale di tutte le altre qualità
che fanno di lui una delle figure più imponenti dell'epoca che volge. Mussolini
è un uomo che inevitabilmente, in qualunque Paese, sarebbe passato in
primissima linea. Egli è fascista perché è italiano, ma non vi è Paese al
mondo nel quale egli non sarebbe fra i capi. Mussolini oggi non fa che tentare
di correggere le manchevolezze impresse nel carattere degli italiani dalle
vicissitudini della storia. La mia incondizionata ammirazione e “personal
affection” per il Duce, la cui grandezza va ogni giorno crescendo davanti
al mondo». (Austen Chamberlain - 1933) |
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•)
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«...Credo che l'Europa e il mondo hanno buoni
motivi per essere riconoscenti a Benito Mussolini, per la parte da lui offerta
alla soluzione pacifica della crisi... Non possiamo non applaudire la
dimostrazione dataci dal signor Mussolini di aver contribuito tanto
efficacemente al mantenimento della pace». (Neville Chamberlain - 1938) |
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•)
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«...Il genio romano è impersonato da Mussolini,
il più grande legislatore vivente. Egli ha pensato esclusivamente al bene
duraturo del popolo italiano come egli lo concepiva, e null'altro al di fuori di
quel bene ebbe veramente importanza per lui... Se fossi italiano sono sicuro che
sarei del partito di Mussolini». (Winston S. Churchill - 1925) |
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•)
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«...Il genio romano impersonato da Mussolini,
il più grande legislatore vivente, ha mostrato a mille nazioni come si può
resistere all'incalzare del socialismo». (Winston S. Churchill - 1933) |
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•)
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«...Un uomo solo ha condotto il popolo italiano
alla lotta contro l'Impero britannico. Non negherò che egli sia un
grand'uomo». (Winston S. Churchill - 1940) |
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«...Le grandi strade che egli tracciò
resteranno un monumento al suo prestigio personale e al suo lungo governo». (Winston
S. Churchill - 1940) |
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•)
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«...Così terminò il regime di Mussolini in
Italia, durato ventitré anni — durante i quali egli aveva sollevato il popolo
italiano dal bolscevismo, nel quale avrebbe potuto sprofondare nel 1919 — , raggiungendo una
posizione in Europa quale mai l'Italia aveva raggiunto prima. L'alternativa al
suo governo sarebbe potuta essere un'Italia comunista che avrebbe causato
pericoli e disgrazie di tipo diverso sia per il popolo italiano che per
l'Europa». (Winston S. Churchill - 1947) |
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•)
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«...Le leggi del Duce e dei suoi fedeli sono
una pietra miliare nell'evoluzione mondiale». (Anthony Eden - 1934) |
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«...Mussolini è il più grande genio dell'età
moderna». (Thomas Alva Edison - 1929) |
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«...Mussolini ha capito perfettamente la
politica mondiale e i bisogni dell'uomo. Mussolini è un superuomo». (Mahatma
Gandhi - 1934) |
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•)
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«...Il corporativismo ideato da Mussolini è
intelligente e promette molto. Ancora una volta l'Italia, la piccola Italia che
diede Cesare capitano e Napoleone condottiero e che elargì al mondo i più
grandi genî dell'umanità, ha offerto un uomo che desta ammirazione anche fra i
suoi nemici e che ogni giorno detta leggi circa il modo di governare i popoli in
momenti difficilissimi. L'Italia è un Paese povero, più povero di noi. Ma ecco
che cosa Mussolini ha fatto: egli ha mostrato coraggio; egli ha affrontato e
affronta le difficoltà; egli ha bonificato milioni di acri; egli ha tratto
dalla terra pane e lavoro per milioni di persone. Se il mondo non si decide a
seguire Mussolini, il mondo è perduto. Non c'è che Mussolini ad avere le idee
chiare e a camminare sicuro sulla strada segnata dalla sua volontà». (Lloyd
George - 1934) |
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•)
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«...Mussolini fu per tanti anni il più abile
politico italiano». (Ferruccio Parri - 1950) |
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•)
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«...Mussolini era un oratore molto efficace e
un grosso giornalista. La miglior prova è che quando fu direttore dell'Avanti!
il giornale moltiplicò la tiratura in modo rilevante. Nenni pensa che soltanto
lui quando era direttore dell'Avanti!... No, no. Con gli articoli di
fondo di Mussolini il giornale ebbe un autentico slancio». (Sandro Pertini -
1975) |
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•)
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«...Ciò che soprattutto mi piace di Mussolini
è che egli dice al popolo la verità spiacevole quando l'occasione si presenta,
invece di dipingere un fantasma di prosperità “just around the
corner”. Sono rimasto ammirato dal modo come concepisce e risolve i
maggiori problemi del giorno. Ammiro Mussolini per la resurrezione dell'Italia e
per la restaurazione del suo prestigio all'estero. Mussolini deve passare alla
storia non soltanto come restauratore delle fortune della sua Patria, ma anche
come il costruttore di una migliore forma di convivenza tra i popoli». (Franklin
D. Roosevelt - 1940) |
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•)
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«...È un genio! Mussolini è un genio!».
(Meucci
Ruini - 1937) |
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«...Mussolini è il simbolo della Nazione,
dello Stato, della Cristianità. Egli porta la Croce di Cristo, spezza le catene
degli schiavi, spiana le strade ai missionari del Vangelo. Anche in Italia sorse
l'Uomo Provvidenziale, il Genio, il quale salvò lo Stato, fondò l'Impero e
diede alle coscienze italiane la più perfetta unità nazionale in grazia alla
pace religiosa. A Benito Mussolini Gesù Cristo, figlio di Dio Salvatore, ha
concordato un premio che ravvicina la sua figura storica agli spiriti magni di
Augusto e Costantino. Dopo la Marcia su Roma e dopo la Convenzione del Laterano,
Dio ha risposto dal Cielo, ricingendo — per opera del Duce — Roma e il Re in
un ripullulante lauro imperiale la Pax Romana». (Ildefonso Schuster - 1938) |

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