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BRUGIA BENEDETTO Lettera a un amico Carissimo Giovanni, è mia convinzione che l'Uomo viva la paura, direi addirittura terrorizzato e alienato, per porsi in un serio confronto con se stesso e colpire le parti vitali del sistema. I politici, dai più svariati colori, giocano! Giocano a fare politica, giocano a fare le persone adulte. Ma in effetti preferiscono rimanere bambini, in quanto si spaventano al solo pensiero di crescere intellettualmente, camminare con le proprie gambe e con la propria intelligenza. In tanti anni che vivo la politica, sento che i politici rifiutano la rivoluzione culturale. Preferiscono la tradizione facendosi portare per mano dalla “grande madre chiesa”. La paura è stata inculcata nell'Uomo da un'educazione secolare, attraverso un lavoro perverso e sistematico, le generazioni sono passate ma l'educazione è rimasta sempre la stessa: educazione alla paura, educazione al terrore della solitudine, educazione del vuoto e l'educazione del nulla. Il terrorismo clericale non ha dato spazio al popolo, prima lo ha impoverito intellettualmente, poi lo ha umiliato attraverso la religione della compassione, facendolo strisciare nel fango della vergogna e della miseria. Come se non bastasse, il clero ha cancellato nell'Uomo la sua identità attraverso il terrore della dottrina cristiana, attraverso la punizione, la flagellazione, umiliandolo sempre di più attraverso la costrizione, facendolo vergognare addirittura del proprio corpo, del proprio sesso, dei propri piaceri, dei propri desideri, infine educato a vergognarsi del proprio pensiero. Sì, dico proprio del pensiero! Infatti, secondo i dettami della Chiesa l'Uomo pecca anche con il pensiero. La dottrina cristiana insegna attraverso un metodo coercitivo che se i nostri pensieri non sono in sintonia con la sua morale e con i dettami della Chiesa, dobbiamo immediatamente distrarci attraverso la preghiera, perché i cattivi pensieri sono provocati dai demoni. La Chiesa ha avuto la faccia tosta di demonizzare dei regimi politici, in quanto avrebbero potuto indebolire il proprio potere, ma guarda caso tutti questi sono stati figli adottivi della Chiesa con realizzazioni da apprendisti. Anche perché è difficile rendere scientifico un sistema in pochi anni, quando la Chiesa ha avuto dalla sua parte circa 1.500 anni con una quasi totale ignoranza, tanto da trasformare l'eroico popolo romano in cialtroni medioevali, da uomini portatori del diritto a uomini privi del diritto e abbrutiti dalla miseria. Basti pensare come il clero imbastiva e istruiva i processi nei confronti dei poveretti o di intere collettività, quando venivano accusati di eresia o di aver tenuto rapporti con il demonio. Il clero aveva creato la cultura della delazione e della falsa testimonianza, cercando di estorcere, ai malcapitati, confessioni di fantasiosi reati di eresia o di legami demoniaci, tutto attraverso la tortura sistematica. I torturatori non si accontentavano di usare mezzi rudimentali per il supplizio, avevano creato veri e propri seminari di studio per la realizzazione di macchinari e metodi sempre più sofisticati, cercando di dare al poveretto sempre maggiori supplizi, in quanto, secondo i dettami della Chiesa, il malcapitato avrebbe con più facilità conquistato la salvezza dell'anima, quindi, secondo i lerci, il disgraziato avrebbe dovuto anche ringraziare. Voglio solo accennare ad alcuni marchingegni adibiti ai supplizi e all'umiliazione; potremmo pensare alla poltrona irta di chiodi con barre che comprimevano il corpo del povero imputato; potremmo pensare al letto, dove l'imputato veniva stirato su rulli chiodati, così venivano strappati gl'incarnati e le giunture delle ossa si staccavano; potremmo pensare allo strumento che schiacciava le gambe, tanto da triturare il menisco e le ossa; potremmo pensare alla gabbia d'infamia, alle maschere d'infamia, oppure alla “vedova di Norimberga”, usata fino al 1830. Esistevano altri sistemi più “convincenti”: quello di far bere litri di acqua salata al punto di far scoppiare gli intestini dei malcapitati. Potrei continuare a elencare centinaia di mezzi per garantire il “dovere alla confessione” dei poveretti. Tutto veniva consumato in nome di Dio e della Vita, in quanto gli aguzzini si preoccupavano di “salvare” l'anima del disgraziato dal fuoco eterno. La Chiesa, ottenute le confessioni, non si assumeva la responsabilità dell'esecuzione capitale, allora consegnavano il “reo confesso” al braccio secolare (che poi era la stessa cosa, in quanto il Re o Imperatore erano su nomina papale) che provvedeva all'eliminazione fisica, garantendo molte sofferenze prima che il pover uomo raggiungesse l'eternità. Ma il problema non era la tortura sistematica sul corpo e l'assassinio dopo, ma una tortura più perfida e mefistica: la tortura psicologica. Raggiungevano la gente nel timore di Dio e dell'autorità ecclesiastica, il timore del prete quale ministro di Dio e del Papa quale vicario di Cristo. La paura determinava fobie e ossessioni creando una schizofrenia o nevrosi ossessiva collettiva. La Chiesa inculcava l'idea che tutto ciò era espressione di bene e divino. Nell'inconscio di ogni Uomo veniva a formarsi aggressività contro il clero, ma l'aggressività non esplodeva in quanto compressa da una paura fobica ossessiva, creando drammi interiori senza che il popolo ne prendesse coscienza. Quindi coercizione e paura annullavano la volontà in ogni Uomo. La Chiesa lavorava bene su questo terreno, in quanto alimentava l'ignoranza ed evitava la culturizzazione della gente. Fino al 1920 nella sola Italia esisteva una vastissima percentuale di analfabeti, chi sapeva leggere poteva erudirsi solo su testi che il clero avallava. Tutte le letture che secondo la Chiesa potevano sembrare sovversive o eretiche o contro i dettami della stessa Chiesa venivano messe all'indice. Tutto anche in tempo moderni! La gente doveva confessarsi e chiedere perdono di aver letto libri o anche poesie che erano stati messi al bando. Quindi penitenza! Questi mascalzoni hanno tenuto nell'ignoranza il popolo per nascondere le proprie miserie. Il povero Giacomo Leopardi, nella sua città natale, Recanati, era malvisto da tutto il clero, tanto che, solitamente dopo pranzato, amava fare una passeggiata nei viali alberati della circonvallazione recanatese, guai se incontrava a passeggio i seminaristi del locale seminario vescovile, i quali, incitati dai preti, facevano fuggire il poeta che doveva nascondersi, in quanto lo lapidavano con sassi o altri corpi contundenti, nonostante il fisico gracile e malandato del Leopardi. Non solo, lo chiamavano “indiavolato” e inveivano urlando “vade retro Satana” porgendo la croce. Alcune opere del Leopardi venivano messe all'indice, tanto che molti insegnanti anche in tempi moderni rifiutavano l'insegnamento di alcune opere leopardiana. La stessa sorte è toccata a tanti altri intellettuali. Il clero ha tenuto nell'ignoranza il popolo per scrivere la storia a proprio uso e consumo, aggiustando anche i cosiddetti “testi sacri” per determinare una religione su cui basare il proprio potere. Dopo la caduta dell'Impero Romano i centri del potere cristiano si sono appropriati delle coscienze del popolo, privandolo della critica, in quanto la critica era come dire eresia. Il clero ha costruito la cultura della compassione e della miseria in contrasto con lo sfarzo che circondava il potere ecclesiastico. Hanno imposto questo credo all'Uomo basandosi su dogmi, censure e misteri. Tutta la teologia è in contrasto con l'Uomo e con la Vita, falsando tutto ciò che circonda l'esistenza. Sono convinto che ogni forma di religione che si esprime in funzione del ricatto e della paura, determinando il terrore della morte, sono contro la Vita. L'Uomo ha bisogno di un grosso scrollone per liberarsi della paura, ma soprattutto di queste cricche parassite, usuraie e violente che utilizzano il proprio potere sulle miserie umane. Sono per la negazione della religione compassionevole, ma sublimo la Vita, la Natura e il Genio. Sono molto religioso in quanto rispetto la sacralità dell'Uomo e del suo genio in una sintesi di natura ed esistenza, nella libera scelta e del libero arbitrio. Certo, bisogna creare una nuova coscienza, determinando nuovi valori per ristabilire le regole del bene e del male, capovolgendo e annullando tutto ciò che è cristiano e cattolico. Come è possibile chiedere al popolo di amare il proprio Paese, la propria Nazione e difendere lo Stato in una concezione etica attraverso la legalità con il principio dello stato dei diritti e dei doveri, quando esiste l'egemonia della Chiesa che investe il suo patrimonio costruito in secoli di terrore, penetrando nelle coscienze in un falso processo culturale di origine divina, mettendo in contraddizione l'Io? Il clero spazia con astuzia, si inserisce in ogni movimento, finge, esprime concetti per tutte le stagioni, per fare poi fronte comune, costruendo un potere trasversale, determinando un grande potere occulto, annullando ogni libera scelta, quale espressione di genialità che partorisce dalla mente dell'Uomo. Un cittadino che non sia ossessionato dalla paura della morte non può permettere che lo Stato sia annullato da un altro Stato che si inserisce nelle coscienze dei cittadini e dei suoi politici. Tutti sono stati fagocitati dalla Chiesa. Oggi anche i comunisti ortodossi amano lasciarsi prendere per mano dalla Chiesa, sentendola la grande madre. È vero che la Chiesa ha dato una mano allo Stato negli “anni di piombo” accogliendo i militanti e i fiancheggiatori delle “Brigate Rosse”, che erano pronti per l'insurrezione armata, in caso che il sequestro Moro avesse dato posizione di prestigio ai brigatisti, ma visto come sono andate le cose, con il diretto interessamento politico di Paolo VI, i brigatisti consegnarono le armi, pronte per essere utilizzate, nelle parrocchie dove i parroci a loro volta le consegnavano alle autorità preposte, come da accordi segreti presi con i politici. Ma dietro a tutto questo i brigatisti venivano ricattati, perché in cambio del salvacondotto i preti imponevano il battesimo dei propri figli e il matrimonio religioso degli stessi. Tutto questo non è ricatto e appropriazione delle coscienze? Un fascista che crede nello Stato etico non può essere cattolico o cristiano, deve liberarsi attraverso una seria critica e autoanalisi in sintonia con il proprio credo morale e politico. È mia convinzione che un fascista è solo futurista, tutto il resto è confusione. Questa non è intransigenza, ma politica della chiarezza. Raccontiamoci la verità! Mussolini consegnò i propri documenti segreti a sua moglie Rachele, nel loro ultimo incontro avvenuto a Como, perché la donna li consegnasse al vescovo Macchi, come ricattato da Schuster, perché venissero messi al sicuro, prima in Svizzera, poi negli archivi vaticani. In cambio Mussolini ricevette la certezza che la sua famiglia non venisse perseguitata. Così fu! Altrimenti tutti i Mussolini sarebbero stati massacrati. Nell'incontro con Schuster, Mussolini aveva avuto in anteprima la lettura della sentenza di morte decretata dai vari Pertini, Parri e Longo con l'avallo del Vaticano. Quindi anche di De Gasperi. Mussolini era stato messo a conoscenza di tutto, quando uscì dall'Arcivescovado era nervoso e sconvolto, ma da Uomo “rivoluzionario” era cosciente che la sua fucilazione era un atto di “giustizia rivoluzionaria marxista”, dove il Vaticano manovrava e lasciava agli uomini di giocare alla rivoluzione, utilizzandoli a proprio uso e consumo. Un atto di giustizia rivoluzionaria di popolo fu il processo e la conseguente fucilazione del traditore Ciano e complici, in quel di Verona. Il Fascismo repubblicano si assumeva assieme al popolo tutte le responsabilità. (Si erano formate in tutto il territorio della RSI liste di volontari che volevano far parte del plotone di esecuzione). Ci si avviava alla liberalizzazione dell'Uomo, negando alla Chiesa l'interferenza. Forse la Chiesa per la prima volta si spaventò, quando i tedeschi minacciarono di occupare militarmente il Vaticano. Il clero si vendicò. Nessuno chiedeva carità, ma il clero in nome della carità cristiana e non in nome del diritto utilizzò la vendetta, manovrando e autorizzando la fucilazione di Mussolini. La Chiesa crea la guerra e lascia giocare gli uomini alla guerra, alla politica e giocare con la Vita e con la Morte. Ma è lei che tiene i fili di tutto, è lei il potere in quanto padrona delle coscienze! Noi abbiamo la fortuna di portare il messaggio marinettiano, il messaggio futurista, l'unico che offra alla gente la possibilità del riscatto. Certo sarà duro, sarà uno sforzo titanico, la rivoluzione culturale potrà durare secoli, come i cristiani hanno impiegato secoli alla conquista delle coscienze e del potere. Per noi rimane più facile, perché liberatori delle coscienze. Liberiamo l'Uomo dalla penitenza perpetua, attraverso una serena culturizzazione intelligente ponendolo nell'oggettività del bene e del male secondo i dettami della natura. Allora avviamo questo processo di dignità, di libertà e di partecipazione. La nostra è la sola religione morale. La Chiesa è immorale in quanto è contro l'Uomo e contro i suoi spazi intellettivi. «Ecco a che cosa giova il mio discorso», giova all'Uomo e alla sua dignità. Che cosa ci può interessare, se qualche piccolo Uomo spaventato dalla morte o spaventato da qualche maledizione clericale o la paura che il proprio funerale non varcasse la soglia della parrocchia, perché qualche lurido prete, attraverso la strategia del ricatto morale e affettivo sui familiari con il principio cattocomunista: “colpiscine uno per educarne cento”, potrebbe lasciarci e abbandonare il Gruppo? Che ne facciamo di questi passatisti non cresciuti, rimasti bambini che hanno bisogno della teologia della menzogna e di essere presi per mano per poter vivere? Noi abbiamo bisogno di Uomini adulti liberati da retoriche moraliste e non di coscienze sporche come le nere tonache dei preti. Non amo fare un discorso così ampio con esempi e particolari, ma è indispensabile utilizzare le loro stesse armi. I seminari sono pieni di omosessuali, i conventi di suore sono pieni di lesbiche e la più alta percentuale di pedofili li troviamo nell'ambiente clericale. Quanti bambini sono stati coinvolti nei loro sporchi giochi? Certamente negli ambienti clericali non si vive una vita naturale, viene vissuta una vita fuori dai principi e dai valori naturali. Dove giorno dopo giorno violentano il loro corpo e la loro mente, determinando violenza. Nei confessionali viene criminalizzato l'atto sessuale fuori dal matrimonio cristiano, più di qualsiasi altro peccato. Ma per i preti non è sufficiente il pentimento, cercano di scavare nei particolari, per umiliare il penitente e dare spazio alla loro morbosità. Guarda caso, se il penitente è donna le domande diventano sempre più pressanti nei più piccoli particolari. Ma il problema non sono i particolari, ma la filosofia del cristianesimo che va combattuta, in quanto determina logica di pensiero infame, quindi falsità storica ed economia di castrazione, per acquisire e impadronirsi delle coscienze, creando il proprio potere nei secoli. Il discorso è molto ampio, se l'Uomo si liberasse di una parte delle proprie ansie si potrebbe costruire un'immensa letteratura, in nome e difesa della Vita, quale momento di esistenza magica e creativa nella storia del mondo. Vorrei anche valutare l'ipocrisia di questi difensori del clero e falsi portatori della parola del Cristo Uomo: «...lasciate che i morti seppelliscano i morti...». Marinetti è sempre stato contro la politica della Chiesa, lasciando il messaggio della teoria del futurismo. Marinetti rompe in modo netto e assoluto con il passato, senza disdegnarlo, in quanto il passato è padre del presente e avo del futuro. Tutta la sua rivoluzione culturale è impegnata su questo argomento in modo intelligente e astuto. «Baratta il vecchio per il nuovo». Marinetti, barattando, rompendo, contestando il passato, riconosce la validità del passato, in quanto è stato conduttore del presente per deteminare il futuro. Marinetti rompe con coloro che rifiutano il nuovo, rifiutando il futuro, quindi rifiutano la Vita rinnegandola nel proprio inconscio. Mai Marinetti è stato anarchico! Mai Marinetti è stato libertario! Marinetti è l'Uomo che riconosce le regole dei diritti e dei doveri. Marinetti crede profondamente nel principio dello Stato e della Nazione, tanto che è un Combattente volontario, Marinetti è un Ardito, Marinetti scrive “la guerra è la sola igiene del Mondo”. Marinetti non è un guerrafondaio, ma pensiero filosofico, quale costruttore di un nuovo Stato in una Nazione moderna lanciata in un processo futurista. Marinetti rompe con la letteratura vecchia e arcaica, rompe con le quadrature musicali, rompe e cambia i ruoli teatrali perché recepisce con la sua sensibilità artistica che il vecchio mondo con i suoi bagagli culturali non rappresentano l'Uomo nuovo che ha acquisito una nuova coscienza. Marinetti svolge e programma una doppia rivoluzione, rompe in modo lucido e netto con la Chiesa per creare l'Uomo-Stato, il Figlio dello Stato, il Figlio della Nazione. Altro che anarchico! Altro che libertario! Marinetti è l'Uomo che annuncia la libertà dell'Uomo in una concezione di legalità stabilita con regole precise da uno “Stato-Nazione” dove vive una vera partecipazione corporativa cosciente. Marinetti rompe con il marmo e con il bronzo! Promuove l'arte nuova, perché il messaggio dell'artista venga interpretato liberamente dalla gente e dal popolo in termini spirituali, coinvolgendo tutto il popolo nel messaggio artistico, e con l'imposizione dell'artista sul popolo, attraverso direttive imposte dal potere dei partiti o dal potere clericale. Marinetti è quasi sconosciuto dal grande pubblico, tutti hanno timore del Maestro, anche coloro che “utilizzano” Marinetti a scopo di attrazione politica o attrazione “fieristica”. Ricordiamoci una sola cosa: Marinetti rompe le catene della schiavitù, quelle catene infernali che strangolano il Genio umano. È mia convinzione che Marinetti e Mussolini vivano nella stessa lunghezza d'onda: Marinetti è l'anima culturale, l'Uomo della Rivoluzione culturale che lavora nel tessuto sociale; Mussolini è il realizzatore politico, il costruttore. Purtroppo hanno potuto realizzare il loro pensiero-azione solo in minima parte, senza aver potuto realizzare e mettere in atto il programma, perché prima si doveva organizzare uno Stato che non esisteva. Giovanni, ti abbraccio affettuosamente inviandoti un caloroso saluto. Tuo Benedetto Brugia |
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