Postulati del programma fascista

(1920) (a cura di Benedetto Brugia)


Contro il parassitismo politico

Per una borghesia di lavoro

Contro le degenerazioni delle lotte operaie

Il problema del Regime

I nostri postulati di carattere finanziario

I Fasci e l'organizzazione operaia

Per un'economia di massima produzione

Le nostre rivendicazioni in difesa del proletariato

Per il problema militare

I mezzi di lotta dei Fasci di Combattimento 

I Fasci di Combattimento non vogliono — nell'attuale periodo storico — essere un nuovo partito, perciò non si sentono legati a nessuna specifica forma dottrinaria e a nessun dogma tradizionale, perciò si rifiutano di schematizzare e di ridurre, nei limiti angusti od artificiosi di un programma intangibile, tutte le mutevoli e multiformi correnti del pensiero e le indicazioni e le esperienze che l'opera del tempo e la realtà delle cose suggerisce e impone.

Le linee generali dell'opera che i Fasci di Combattimento si propongono di condurre sono tracciate da questi principali capisaldi:

)

la difesa dell'ultima guerra nazionale;

)

la valorizzazione della Vittoria;

)

la resistenza e l'opposizione alle degenerazioni teoriche e pratiche del socialismo politicante.

Contro il parassitismo politico

Per le considerazioni ispirate alla affermazione di tutte le energie nazionali ed alla valorizzazione della Vittoria, i Fasci di Combattimento esprimono il loro disgusto verso gli uomini e gli organismi della borghesia politica rivelatasi insufficiente di fronte ai problemi della politica interna ed a quelli della politica estera, refrattaria ad ogni rinnovamento profondo ed ostile ad ogni riconoscimento spontaneo dei diritti popolari, e disposta soltanto alle concessioni ed alle rinunce che il calcolo parlamentare suggerisce.

Per una borghesia di lavoro

I Fasci riconoscono il valore grandissimo di quella “borghesia di lavoro” che attraverso tutti i campi dell'attività umana (da quelli dell'industria a quelli dell'agricoltura, da quelli della scienza a quelli delle libere professioni) costituisce l'elemento prezioso ed indispensabile per lo sviluppo del progresso e per il trionfo delle fortune nazionali.

Contro le degenerazioni delle lotte operaie

I Fasci di Combattimento, preoccupati di favorire l'elevamento morale del proletariato e di concorrere alla creazione di una coscienza autonoma dell'organizzazione sindacale, ritengono loro dovere di mantenersi in una attitudine di severa opposizione di fronte a quelle battaglie operaie nelle quali i motivi d'ordine puramente economico siano sopraffatti e mistificati da speculazioni di bassa demagogia.

Il problema del Regime

Per i Fasci di Combattimento la questione del regime è subordinata agli interessi morali e materiali presenti e futuri della Nazione, intesa nella realtà attuale e nel suo divenire storico; per questo essi non hanno alcuna pregiudiziale pro o contro le attuali istituzioni.

I nostri postulati di carattere finanziario

a))

Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo che abbia la forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze, da pagarsi in un termine di tempo assai breve.

b))

Il sequestro di tutti i beni delle congregazioni religiose e l'abolizione di tutte le mense vescovili che costituiscono una enorme passività per la Nazione e un privilegio di pochi. 

c))

La revisione di tutti i contratti di forniture di guerra, ed il sequestro dei sopra profitti di guerra lasciati improduttivi.

I Fasci e l'organizzazione operaia

I Fasci manifestano la loro simpatia ed il proposito di aiutare ogni iniziativa di quei gruppi di minoranza del proletariato che sanno armonizzare la difesa della classe coll'interesse della Nazione. E nei riguardi della tattica sindacale consigliamo il proletariato di servirsi, senza predilezioni particolari e senza esclusivismi aprioristici, di tutte le forme di lotta e di conquista che assicurino lo sviluppo della collettività ed il benessere dei singoli produttori.

Per un'economia di massima produzione  

I Fasci di Combattimento, di fronte ai progetti teologici di ricostruzione a base di economia pregiudizialmente collettivistica, si pongono sul terreno della realtà che non consente un tipo unico di autonomia e si dichiarano tendenzialmente favorevoli a quelle forme — siano esse individualistiche, collettivistiche o di qualche altro tipo — che garantiscano il massimo di produzione e il massimo di benessere. 

Le nostre rivendicazioni in difesa del proletariato

a))

La sollecita promulgazione di una legge dello Stato che sancisca per tutti i lavoratori la giornata legale di otto ore.

b))

Una rappresentanza dei lavoratori nel funzionamento dell'industria limitato nei riguardi del personale.

c))

L'affidamento alle stesse organizzazioni proletarie (che ne siano degne moralmente e tecnicamente) della gestione di industrie o servizi pubblici.

d))

La formazione di consigli nazionali tecnici del lavoro, costituiti dai rappresentanti dell'industria, dell'agricoltura e dei trasporti, del lavoro intellettuale, dell'igiene sociale, delle comunicazioni, ecc., eletti dalle collettività professionali di mestieri con poteri legislativi.

Per il problema militare

I Fasci di Combattimento chiedono l'istituzione di una milizia nazionale con brevi periodi di istruzione e con compiti difensivi; l'accoglimento immediato di tutte le rivendicazioni avanzate dalle Associazioni di ex combattenti e di mutilati, verso i quali deve affermarsi in modo indubbio e tangibile la gratitudine della Patria.

I mezzi di lotta dei Fasci di Combattimento

Per la tattica da adottare in difesa del programma sopra enunciato, i Fasci Italiani di Combattimento mantengono il contatto e l'accordo, caso per caso, con tutti quei gruppi e partiti che si battono sullo stesso terreno di opposizione antidemocratica, antiburocratica, antiplutocratica e di creazione di tutte le forze ricostruttrici del Paese.


 

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