Programma dei Fasci di combattimento

(1919) (a cura di Benedetto Brugia)


Per il problema politico

noi vogliamo

Per il problema sociale 

noi vogliamo

Per il problema militare 

noi vogliamo

Per il problema finanziario

noi vogliamo

Per il problema politico noi vogliamo

a)

Minimo di età per gli elettori abbassato ai diciotto anni; quello per i Deputati abbassato ai venticinque anni; eleggibilità politica di tutti i funzionari dello Stato; base regionale del Collegio plurinominale.

b)

Abolizione del Senato ed istituzione di un Consiglio Nazionale tecnico del lavoro intellettuale e manuale, dell'industria, del commercio e dell'agricoltura.

c)

Politica estera intesa a valorizzare la volontà e l'efficienza dell'Italia contro ogni imperialismo straniero; una politica dinamica, cioè in contrasto a quella che tende a stabilizzare l'egemonia delle attuali potenze plutocratiche.

Per il problema sociale noi vogliamo

a)

La sollecita promulgazione di una legge dello Stato che sancisca per tutti i lavoratori la giornata legale di otto ore effettive di lavoro.

b)

I minimi di paga.

c)

La partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori al funzionamento tecnico dell'industria.

d)

L'affidamento alle stesse organizzazioni proletarie (che ne siano degne moralmente e tecnicamente) della gestione di industrie o servizi pubblici.

e)

La rapida e completa sistemazione dell'industria dei trasporti e del personale addetto.

f)

La modifica al disegno di legge di assicurazione sull'invalidità e sulla vecchiaia, fissando il limite di età a seconda dello sforzo che esige ciascuna specie di lavoro.

g)

Obbligo ai proprietari di coltivare le terre, con la sanzione che le terre non coltivate siano date a cooperative di contadini, con speciale riguardo a quelli reduci dalla trincea: e dell'obbligo dello Stato al necessario contributo per la costruzione delle case coloniche.

h)

Messa in valore di tutte le forze idrauliche e sfruttamento delle ricchezze del suolo, previa unificazione e correzione delle leggi relative; incremento della marina mercantile, permettendo il funzionamento di tutti i cantieri navali mercé l'abolizione del divieto d'importazione delle lastre di acciaio e agevolazioni di ogni mezzo (credito, consorzi ecc.) atto a favorire lo sviluppo delle costruzioni navali; il più ampio sviluppo alla navigazione fluviale e all'industria della pesca.

i)

Obbligo dello Stato di dare e mantenere alla scuola carattere precipuamente e saldamente formativo di coscienze nazionali e carattere imparzialmente, ma rigidamente laico; carattere tale da disciplinare gli animi ed i corpi alla difesa della Patria in modo da rendere possibili e scevre di pericolo le ferme brevi, elevare le condizioni morali e culturali del proletariato; dare reale ed integrale applicazione alla legge sull'istruzione obbligatoria con la conseguente assegnazione in bilancio dei fondi necessari.

l)

Riforma della burocrazia ispirata al senso della responsabilità individuale e conseguente notevole riduzione degli organi di controllo; decentramento e conseguente semplificazione dei servizi a beneficio delle energie produttrici, dell'erario e dei funzionari; epurazione del personale e condizioni economiche di esso atta a garantire all'Amministrazione l'afflusso di elementi meglio idonei e più fattivi.

Per il problema militare noi vogliamo

a)

Istituzione della Nazione armata con brevi periodi di istruzione intesa al preciso scopo della sola difesa dei suoi diritti ed interessi quali sono determinati dalla politica estera sopra accennata e validamente organizzata, così da raggiungere con piena sicurezza i suoi fini.

Per il problema finanziario noi vogliamo

a)

Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo, che abbia la forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze.

b)

Il sequestro di tutti i beni delle congregazioni religiose e l'abolizione di tutte le mense vescovili che costituiscono una enorme passività per la Nazione e un privilegio di pochi.

c)

La revisione di tutti i contratti di forniture di guerra ed il sequestro dell'85% dei profitti di guerra.


 

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