|
RICCI BERTO Littoriali... e premi letterari (da “L'Universale”) (a cura di Benedetto Brugia)
Non le sorridenti rabbiosette apologie e neppure l'alta autorità di Lando Ferretti in materia letteraria possono convincerci che gl'infiniti premi Bagutta, Accademia, Pacchia, La Cervia, La Nave, La Vigna, Viareggio, Goncourt, San Remo, Ospedaletti e ritorno siano cose serie; che da quelli possano venir fuori le così dette rivelazioni o tanto meno indicazioni attendibili. Via, via, spassosi signori, se si tratta di far quattro brindisi, di vedere un po' di mare e qualche bell'arista femminile, possiamo starci anche noi, che non siamo né frati, né santi laici. Ma che tutto questo abbia a che vedere con la poesia, col romanzo, con l'Italia del Littorio e di Littoria; che si debba parlarne con compunzione, e scappellarsi anche; che da commissioni dove i dinamici analfabeti si sommano ai giornalisti sguatteri e ai letterati marciti, e a una mondanità di mangiapane e di mantenute, d'autorelli leccapiatti e leccapiedi, di critici romani e relativi bei pezzi di moglie, possa discendere una qualsiasi investitura all'arte italiana, al pensiero fascista: via, via, non facciamo scherzi. E in taverna co' ghiottoni: ma saperci stare. ____________ Agosto 1934 |
|
Oggi è il giorno
© 1998-
|