brugia benedetto

Circolo futurista toscano


Ho sentito molti pareri sul nostro organo ufficiale L’Assalto. Molti dicono: «Il giornale è bello, è interessante, di ottima veste editoriale, ma poco futurista». Mi sono posto il problema. Mi rendo rendo conto che è la verità, in quanto il giornale fa una rivivisezione storica, la nostra nostalgia del passato fa rivivere i nostri padri, i padri riprendono forma vivendo l'attimo presente e tentiamo di farli vivere nel futuro. Certo, è mia convinzione che il passato è maestro ed esperienza per il presente in una prospettiva dinamica per costruire il futuro. Ma dobbiamo impedire che il passato possa prendere forma. Ho sfogliato il giornale, ho letto i vari articoli, poi mi sono soffermato sull'articolo criminalizzato, tagliato, censurato e, peggio ancora, aggiunto. L'articolo portava la mia firma.

Assicuro che non mi riconosco! Non mi riconosco in quanto non rappresenta la mia sensibilità, la mia creatività e soprattutto è stato voluto interrompere un discorso tra me e i lettori. Sento che il mio lavoro è stato manomesso, si è voluto correggere e dare una  sterzata a tutto ciò che poteva essere l'inizio di una vera rivoluzione culturale.

Desideravo parlare un linguaggio semplice e provocatore, semplice ma duro, quel linguaggio che è nato dalle lotte politiche e sindacali, quel linguaggio che viene dalla durezza delle catene di montaggio e dalle fonderie, quando svolgevo l'attività di controllo dei tempi e dei metodi, in contrasto e in abbinamento all'attività sindacale, in quanto rappresentavo quel sindacalismo nazionale che si rifaceva idealmente a Filippo Corridoni, che tutti poi hanno tradito vergognosamente.

In me è sempre stato vivo il principio dei diritti e dei doveri, tentando sempre di conciliare il principio della partecipazione alla produzione e al controllo, tentando di dare sempre una maggiore coscienza all'operante, entrando in sintonia con i lavoratori.

Questo mi conduceva alla pubblica gogna dai cattocomunisti e dai loro complici. Non solo, violavano anche il mio domicilio sfondando la porta della mia casa, distruggendo ogni cosa e facendo fuggire mia moglie e mia figlia.

Al di là di ogni retorica passatista, una parola aggiunta al mio scritto ha annullato ogni mio tentativo di produrre discussione: “santi”. «...La luna aveva ispirato santi, poeti e giovani innamorati...». Non avrei mai pronunciato quel “santi”, perché in quanto tali sono l'espressione peggiore del passatismo e della prevaricazione clericale e papale, rappresentano il pilastro di tutta la cultura della Chiesa.

Bisogna parlarsi in modo chiaro: i santi sono di nomina papale, non solo, ma erano morti quando erano ancora in vita. Fatti salire alla gloria degli altari dai preti e dal papa.

I santi rappresentano l'immoralità nella storia del mondo, rappresentano l'umiliazione, rappresentano la flagellazione, rappresentano la penitenza, rappresentano l'ubbidienza sorda e assoluta, rappresentano la censura intellettuale, rappresentano la clausura.

I santi, nel pensiero cattolico, sono molto lontani dall'uomo e dalla teoria futurista. Il futurismo esprime genialità, costruttività, amore per la natura, rispetto per gli animali, spiritualità e soprattutto dignità e partecipazione in tutti i settori della vita, educando l'Uomo alla critica costruttiva.

Il futurismo si riconosce per il suo senso creativo ed estetico che è nell'uomo-natura e nel momento in cui l'uomo si riconosce in un consorzio di persone, determina le leggi morali basate sui principii dei diritti e dei doveri, scrivendo i codici per il superamento delle angustie tra uomo e uomo.

Ripeto: i santi sono la negazione dell'uomo. Tutta la teologia cattolica ha inventato i santi per porli al popolo quale esempio di assoggettazione, per poi mettere in ginocchio la gente e farla pregare con metodo assembleare davanti a statue e santini fatti benedire da qualche prete con la scenografia dei ceri, costruendo tutta una mitologia pagana, in contraddizione anche agli insegnamenti del Cristo Uomo e della sua stessa teologia.

I santi sono personaggi che hanno annullato la propria dignità, ponendosi all'ubbidienza totale, privandosi della critica, ma utili alla Chiesa per condizionare la gente, radicalizzando il proprio potere sulle coscienze penitenti, nel tentativo di aumentare il proprio potere finanziario ed economico attraverso chiese, santuari e cattedrali che a loro volta creano fondazioni a fini lucrosi, finanziate da un sistema di elemosine sistematiche e logico-scientifiche e grandi lasciti miliardari determinati da continui plagi, tutto esente da obblighi fiscali, attraverso leggi compiacenti, realizzate dal loro potere trasversale.

Se i santi esistono, sono quei padri o madri di famiglia che lavorano da mattina a sera, facendo mille sacrifici, realizzando a fine mese una piccola busta paga, rinunciando a ogni gratificazione, per mantenere la propria famiglia, cercando di contenere il proprio scontento, vivendo una povertà dignitosa ma prendendo quotidiana coscienza e critica dell'ingiustizia, capaci di ribellarsi al momento opportuno, perché riconoscono che le ricchezze del mondo dovrebbero essere ripartite diversamente, come sosteneva il Grande Maestro.

Se i santi esistono, sono coloro che subiscono quotidianamente l'ingiustizia della disoccupazione, provocando povertà materiale e spirituale in quanto vengono privati di partecipare alla produzione nazionale.

Quando si parla di santi, si fa il gioco del clero, tentando di farmi cadere nella trappola dei preti e in contraddizione con me stesso. Avrei preferito non essere pubblicato!

Anche perché, se il pensiero del segretario politico che nel bene o nel male crea le basi per la discussione sul territorio su base culturale, ma non solo, e se lo stesso segretario è anche il vicedirettore del giornale viene censurato e distorto, il segretario politico non è neanche più il tenutario dei valori che debbono essere difesi da questa autorità politica e morale.

Ho creato la diversità, ho intrapreso la riscossa morale, ho iniziato la discussione per affrontare la rivoluzione culturale permanente. Anche se all'apparenza potevo sembrare la pecora nera del gregge, difficile da gestire.

Sono tra i quattro fondatori del gruppo politico culturale “F. T. Marinetti”, il mio discorso è nella piena ortodossia dello Statuto. Non per niente sono partito da Odino, l'iniziazione del pensiero dell'uomo, per inserirmi nelle vere centrali del potere e del sistema. Il mio discorso è una preposizione alla discussione, provocando l'assenso o il dissenso, inserito in una logica futurista, cercando di vivere una vita futurista, rifiutando la retorica passatista che non potrà dare nulla di buono in quanto alla gente non è sufficiente sentirsi ripetere che “i fascisti erano bravi”, “i fascisti erano buoni e non mangiavano i bambini”, “i fascisti erano coraggiosi ed eroi”.

No, la gente vuole proposte serie! La gente si domanda:

1))

che cosa propongono i fascisti per il futuro?;

2))

alle soglie del ventunesimo secolo che cosa offrono i fascisti culturalmente?;

3))

qual è la posizione dei fascisti nei confronti dell'economia moderna?;

4))

in uno Stato nazionale del lavoro qual è il rapporto tra finanza e produzione industriale?;

5))

qual è l'impegno dei fascisti nei confronti della Nazione e dell'Europa?;

6))

oggi ha ancora senso parlare di Nazione in un serio confronto europeo?;

7))

che cosa pensano i fascisti sull'Europa delle Regioni?;

8))

il futurismo in quale rivoluzione culturale ci può condurre?;

9))

gli artisti futuristi quali emozioni e come possono emanare messaggi al popolo?;

10))

la scuola è stata volutamente distrutta e lontana dalla realtà del Paese; come creare e ricostruire la scuola del ventunesimo secolo?

L'arte, in una preposizione futurista, in quale discussione si confronterà con il popolo, e quale rapporto ci sarà tra popolo e arte? Boccioni, Balla, Russolo, Sironi, Depero, Pratella non avrebbero riproposto se stessi, ma avrebbero preteso critica nei loro confronti, attraverso la provocazione avrebbero creato il nuovo. Altrimenti il loro messaggio futurista sarebbe morto e sepolto con loro. Mentre invece essi stessi hanno creato le basi: movimentismo, velocità e rivoluzione culturale permanente.

Depero il più marinettiano, che andava alle 7 del mattino a casa del maestro a “rompergli le scatole”, essendo abitudine di Marinetti coricarsi all'alba, in quanto la notte l'utilizzava per discutere con gli amici futuristi nel mitico bar Savini o al bar Campari sotto la Galleria di Milano — “sparò” una significativa creazione futurista in segno di festa a F. T. Marinetti: «W Temporale Patriottico - W Genio Sole - W Cuore Bombarda - W Divinatore Dinamite - W Che ha rivelato - W Al mondo - W I più puri e nuovi - W Creatori - W Dell’Italia di oggi». Altra significativa creazione di Depero è “L'Architettura della Luce”.

Quindi, come possiamo esultare e parlare di santi che rappresentano la negazione di tutti i nostri valori?

Riscriviamo la storia! Perché, se non la riscriviamo, non possiamo scrivere il futuro nel tentativo di offrire all'uomo il senso dell'immortalità, attraverso una concezione eroica della vita, creandogli i mezzi culturali per vivere una vita futurista.

I santi non hanno vissuto la vita, erano morti quando erano in vita!

Spesso mi domando: chi “costruisce” i santi? La risposta è una sola: il papa, attraverso il clero. Il clero chi è? Non sono forse quei preti delle grandi finanziarie? Non sono quelli delle curie? Non sono quelli delle centrali cardinalizie, come il primate degli Stati Uniti, imputato di pedofilia e atti di libidine sui minori, il tutto aggravato dalla recidività durata tanti anni? O forse sono i preti dell'America Latina che determinano un enorme potere trasversale. Da una parte ci sono preti che operano con cellule marxiste, negando la spiritualità dell'uomo; dall'altra ci sono preti che operano con i militari traditori dei propri Paesi e dei popoli, lasciandoli nella più squallida povertà e ignoranza, sfruttati vergognosamente dalle grandi multinazionali, facendone pare anche il Vaticano.

Chi è il clero? Forse l'arcivescovo Marcinkus, già presidente dello IOR, gran truffatore, determinando il fallimento del Banco Ambrosiano e della Rizzoli, permettendo alla FIAT di fare un solo boccone di tante testate giornalistiche, da poter spadroneggiare tranquillamente e dirottare milioni di voti a propria volontà?

L'arcivescovo Marcinkus fu colpito da mandato di cattura dalla magistratura italiana, ma il papa in persona non concesse l'estradizione dalla Città del Vaticano, ma l'arcivescovo viaggiava tranquillamente per l'Italia e all'estero sotto la protezione diplomatica.

Guarda caso, nel frattempo il povero Calvi lo troviamo impiccato sotto il “Ponte dei Frati” di Londra e la sua segretaria la “suicidavano” gettandosi dal quinto piano del suo ufficio nel centro di Milano.

Forse fa parte del clero il cardinale Schuster, traditore e ricattatore di Benito Mussolini, che andando a benedire i 240 morti della scuola elementare bombardata dagli alleati rifiutava di caricare sulla propria autovettura una povera ferita, estratta dalle macerie, rispondendo: «No, no, è tutta piena di sangue, sporca l'autovettura». Era venuto meno anche alla dottrina della Chiesa: la religione della compassione. Ma la Chiesa lo ha elevato alla gloria degli altari facendolo “beato”.

Potrei riempire biblioteche. Ogni giorno che passa sento sempre di più che la teologia cattolica va combattuta. Predicano quotidianamente il mondialismo multietnico, ma non credono nemmeno a questi loro valori, hanno colonizzato il mondo, oggi la Chiesa non ha più nemici o avversari, ma vuole riappropriarsi delle coscienze e dominarle in quanto assetata di potere imperiale. La Chiesa vuole riprodurre l'oscurantismo, assoggettando e sottoponendo la genialità, annullando i valori conquistati dall'uomo, in quanto individuo che si aggrega in una collettività di persone libere. La Chiesa parla di centralità dell'uomo per arrivare al mondialismo, la Chiesa non parla di centralità della natura, dove l'uomo è l'essere che deve primeggiare, avendo la responsabilità della salvaguardia per le generazioni future.

Come si può accettare la loro ambiguità? Il clero si è posto censore, costruendo una morale contro l'uomo. Dicono: Dio è essenza, bontà infinita, giustizia infinita, l'uomo è a sua immagine e somiglianza (nella magia della vita) quale essenza spirituale, quindi è vita.

I lerci mandavano e “mandano” al rogo in nome di Dio, quindi se Dio è vita, il clero pone la vita contro la vita.

Gli ideologhi dei grandi olocausti nella storia del mondo sono stati i preti, loro hanno determinato l'odio contro gli ebrei. La Chiesa è contro ogni diversità. Basti pensare che sostenevano che i negri schiavi nelle piantagioni di cotone non avevano l'anima, ma erano simili agli animali (io invece preferisco gli animali ai preti). Tutto questo significava autorizzare i padroni degli schiavi e i mercanti di farne carne da macello, legalizzando cristianamente la schiavitù.

Asserivano che i pellirossa non avevano anima, fino a quando sono riusciti a gestire anche le loro coscienze.

È mia convinzione che sia iniziato il declino della Chiesa, il suo impero ha raggiunto la massima espansione con questo papato. Questo papa si è  impegnato politicamente per il proprio Paese determinando la caduta del comunismo. Folle oceaniche lo acclamano. La Chiesa non ha più nemici, questo è il suo declino inarrestabile. È iniziato finalmente il suo declino.

Il fascismo capì bene che cos'era l'Italia, non era molto diversa da quella di oggi. Tanto che il 13 gennaio 1925 venne presentata la legge chiamata “legge antimassonica”. Antonio Gramsci a Vienna (1923)Ma in effetti non era solo legge antimassonica, basti pensare che in tutto il testo della legge non vengono mai nominati i massoni. Era la legge per eliminare tutti i poteri occulti e non trasparenti, contro il potere delle grandi finanziarie. Sì, una legge pronta anche a essere utilizzata contro la Chiesa. Se ne accorse Gramsci, che nel suo primo e ultimo discorso pronunciato alla Camera dei deputati sosteneva che la legge era contro tutti i poteri che potevano influenzare, in modo subdolo, le scelte del Governo e dello Stato, quindi anche contro il Partito comunista, che era stato strutturato similmente alla Chiesa. Farinacci lo interruppe dicendo: «Sì, è vero, facciamo quello che avreste fatto voi, nel caso che foste voi al potere! Le stesse cose che state facendo in Russia!».Roberto Farinacci e Galeazzo Ciano Gramsci rispose: «Sì, è vero, ma noi ora siamo all’opposizione!». Non dimentichiamo quanto male ha fatto questa Chiesa, pensiamo solo a Giordano Bruno, mente eccelsa e libera, con la sua visione neoplatonica, il suo profondo panteismo, la sua visione della pluralità dei mondi e il rifiuto dell'autoritarismo dottrinario della Chiesa, e per farlo tacere imbastirono due processi durati otto terribili anni. Giordano Bruno comprese con chiarezza l'impossibilità di una qualsiasi riconciliazione con il cattolicesimo, rifiutò con sdegno di rinunciare alle proprie teorie filosofiche e di ritrattare e eresie di cui veniva accusato, ma non si preoccupò di tenere celato il proprio disprezzo per la Chiesa che lo stava giudicando. Venne portato al rogo con un un morso di ferro alla bocca, per non farlo parlare, picchiato a sangue e torturato, trattato con un sadismo indescrivibile. Non tratterei così nemmeno i cardinali pedofili.

A esecuzione avvenuta, un banditore urlava per le vie di Roma: «...Avendo di suo capriccio formati diversi dogmi contro nostra fede e in particolare contro la SS Vergine e i santi, volle ostinatamente morire in quelli, lo scelerato; e diceva morire martire e volentieri. Fu abbrugiato vivo quello scelerato frate domenichino di Nola il 17 febbraio giovedì mattina del 1600».

Non dimentichiamo tanti altri perseguitati e assassinati. Pensiamo a Voltaire, che durante la sua detenzione alla Bastiglia scrisse l'Edipo, dove raffigurava un Dio crudele e un clero impostore. Dovette rifugiarsi alla corte di Federico II di Prussia, in quanto non era più sufficiente l'appoggio del Re di Francia Luigi XIV, che gli faceva rappresentare di nascosto, nel suo teatro privato di corte, il “Don Giovanni”.

Non dimentichiamo Cesare Beccaria, che fu messo all'indice, in quanto sosteneva che la giustizia doveva essere fondata sulla ragione, sul “contratto sociale”, e non sull'autorità divina.

Non dimentichiamo le migliaia di ebrei gettati vivi, dai cattolici, dalla rupe di Gibilterra.

Napoleone fu il primo statista che si ribellò alla Chiesa, togliendo dalle mani dell'arcivescovo primate di Francia la corona di imperatore e si autoincoronò e successivamente incoronò con le proprie mani l'imperatrice. Da quel giorno in Francia la nomina del cardinale primate è su avallo e gradimento del capo dello Stato e non più su imposizione del Vaticano. Tutto questo è un elemento di grande importanza, in quanto rappresenta l'autonomia dell'autorità dello Stato.

Ho pagato molto nella mia vita, forse troppo. Continuerò a pagare in silenzio, senza avere mai avuto compensi di sorta. Ho rinunciato tutto dal sistema capitalistico pur di non vendere il mio cervello a nessuna centrale. Forse ho sbagliato. Ho visto troppi voltagabbana. Che squallore!

Mussolini fu costretto a fare i “patti lateranensi” per la sopravvivenza del fascismo, altrimenti non avrebbe retto all'urto. Sperava nella riscossa, la riscossa viveva nel suo cuore, viveva l'ansia di liberare l'uomo dalla schiavitù del clero. L'Azione Cattolica ha sempre recepito, tanto che guardava i fascisti con molto diffidenza. D'Annunzio, dopo la firma dei “patti”, scrisse al Duce con queste parole: «Caro Benito, non mi piacciono questi patti con il clero. Ho l’impressione che tu hai fatto la parte del cristianissimo e Pio XI la parte del mercante. -  Tuo aff.mo Gabriele d'Annunzio».

È mia convinzione che nell'Italia svuotata culturalmente, dove si è perso il senso dello Stato e il senso morale, dopo gli ultimi avvenimenti, tutto vada ridiscusso, se vogliamo veramente costruire.


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