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marinetti
filippo tommaso
Manifesto
del Partito futurista italiano
(a
cura di Benedetto Brugia)
| 11.) |
Il partito politico futurista che noi fondiamo oggi vuole una Italia libera
forte, non piú sottomessa al suo grande Passato, al forestiero troppo amato e
ai preti troppo tollerati: una Italia fuori tutela, assolutamente padrona di
tute le sue energie e tesa verso il suo grande avvenire. |
| 12.) |
L'Italia, unico sovrano. Nazionalismo rivoluzionario per la libertà, il
benessere, il miglioramento fisico e intellettuale, la forza, il progresso, la
grandezza e l'orgoglio di tutto il popolo italiano. |
| 13.) |
Educazione patriottica del proletariato. Lotta contro l'analfabetismo.
Viabilità. Costruzione di nuove strade e ferrovie. Scuole laiche elementari
obbligatorie con sanzioni penali. Abolizione di molte Università inutili e
dell'insegnamento classico. Insegnamento tecnico obbligatorio nelle officine.
Ginnastica obbligatoria con sanzioni penali. Educazione all'aria aperta,
sportiva e militare, scuole di coraggio e d'Italianità. |
| 14.) |
Trasformazione del Parlamento mediante un'equa partecipazione di industriali, di
agricoltori, di ingegneri e di commercianti al Governo del Paese. Il limite mino
di età per la deputazione sarà ridotto a 22 anni. Un minimo di deputati
avvocati (sempre opportunisti) e un minimo di deputati professori (sempre
retrogradi). Un Parlamento sgombro di rammolliti e di canaglie. Abolizione del
Senato.
Se questo Parlamento
razionale e pratico non dà buoni risultati, lo aboliremo per giungere ad un
Governo tecnico senza Parlamento, un Governo composto di 20 tecnici eletti
mediante suffragio universale.
Rimpiazzeremo il
Senato con una Assemblea di controllo composta di 20 giovani non ancora
trentenni eletti mediante suffragio universale. Invece di un Parlamento di
oratori incompetenti e di dotti invalidi, moderato da un Senato di
moribondi, avremo un governo di 20 tecnici eccitato da una assemblea di
giovani non ancora trentenni.
Partecipazione eguale
di tutti i cittadini italiani al Governo. Suffragio universale uguale e diretto
a tutti i cittadini uomini e donne. Scrutinio di lista a larga base.
Rappresentanza proporzionale.
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| 15.) |
Sostituire all'attuale anticlericalismo rettorico e quietista un
anticlericalismo d'azione, violento e reciso, per sgomberare l'Italia e Roma dal
suo medioevo teocratico che potrà scegliere una terra adatta ove morire
lentamente.
Il nostro
anticlericalismo intransigentissimo e integrale, costituisce la base del nostro
programma politico, non ammette mezzi termini né transazioni, esige nettamente
l'espulsione.
Il nostro
anticlericalismo vuole liberare l'Italia dalle chiese, dai preti, dai frati,
dalle monache, dalle madonne, dai ceri e dalle campane.
(Censura)
...
Unica
Religione, l'Italia di domani. Per lei noi ci battiamo e forse morremo senza
curarci delle forme di governo destinate necessariamente a seguire il medioevo
teocratico e religioso nella sua fatale caduta.
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| 16.) |
Abolizione dell'autorizzazione maritale. Divorzio facile. Svalutazione graduale
del matrimonio per l'avvento graduale del libero amore e del figlio di Stato. |
| 17.) |
Mantenere l'esercito e la marina in efficienza fino allo smembramento
dell'impero austro-ungarico. Poi, diminuire gli effettivi al minimo, preparando
invece numerosissimi quadri di ufficiali con rapide istruzioni. Esempio:
duecentomila uomini con sessantamila ufficiali, la cui istruzione può essere
suddivisa in quattro corsi trimestrali ogni anno. Educazione militare e sportiva
nelle scuole. Preparazione di una completa mobilitazione industriale (armi e
munizioni) da realizzarsi in caso di guerra contemporaneamente alla
mobilitazione militare. Tutti pronti, con la minore spesa, per una eventuale
guerra o una eventuale rivoluzione.
Bisogna portare la
nostra guerra alla sua vittoria totale, cioè allo smembramento dell'impero
austro-ungarico, e alla sicurezza dei nostri naturali confini di terra e di
mare, senza di che non potremmo avere le mani libere per sgombrare, pulire,
rinnovare e ingigantire l'Italia.
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| 18.) |
Preparazione della futura socializzazione delle terre con un vasto demanio
mediante la proprietà delle Opere Pie, degli Enti Pubblici e con la
espropriazione di tutte le terre incolte e mal coltivate. Energica tassazione
dei beni ereditarî e limitazione di gradi successorî.
Sistema tributario
fondato sulla imposta diretta e progressiva con accertamento integrale. Libertà
di sciopero, di riunione, di organizzazione, di stampa. Trasformazione ed
epurazione della Polizia. Abolizione della Polizia politica. Abolizione
dell'intervento dell'esercito per ristabilire l'ordine.
Giustizia gratuita e
giudice elettivo. I minimi salari elevati in rapporto alle necessità della
esistenza. Massimo legale di 8 ore di lavoro. Parificazione ad eguale lavoro
delle mercedi femminili con le mercedi maschili. Leggi eque nel contratto di
lavoro individuale e collettivo. Trasformazione delle Beneficenza in assistenza
e previdenza sociale. Pensioni operaie.
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| 19.) |
Costituzione di un patrimonio agrario dei combattenti. Occorre acquistare una
determinata quantità della proprietà terriera d'Italia, pagandola a prezzi da
fissarsi con criterî speciali, e darla, con le debite cautele e riserve ai
combattenti, o, in caso di loro soccombenza, alle famiglie superstiti.
Al pagamento delle
terre cosí acquistate deve provvedere la nazione intera, senza distinzione di
classe, ma con distinzione progressiva di posizione finanziaria, con elargizioni
volontarie e con imposte.
Il pagamento delle
terre occorrenti potrebbe estinguersi entro cinquant'anni dallo spossessamento,
in modo che il contributo della Nazione, sotto forma di elargizioni o di
imposta, sarebbe minimo. Rientrino, se ve ne sono, nel patrimonio agrario dei
combattenti, le terre espropriate per debito d'imposta.
Tutti i lavoratori
manuali che avranno prestato servizio militare nelle zone delle operazioni
dovranno essere iscritti per cura dello Stato nella «Cassa Nazionale di
previdenza per la invalidità e la vecchiaia degli operai» a far data dal primo
giorno del loro effettivo servizio. Lo Stato dovrà pagare i contributi annuali
per tutta la durata della guerra. L'iscrizione dei militari combattenti alla
«Cassa Nazionale» avverrà d'ufficio, sarà posta a carico dello Stato per
tutto il periodo corrispondente al servizio militare, e produrrà un onere
continuativo a carico degli interessati per tutto il resto della loro vita.
L'assegno congiunto
alla concessione di medaglie al valor militare sarà triplicato. — Il limite
di età stabilito nei corsi sarà prolungato per i reduci della zona delle
operazioni di un tempo equivalente alla durata della guerra. — Ai reduci della
zona delle operazioni, quando ottengano un pubblico impiego, saranno computati
il servizio militare e le campagne agli effetti dell'anzianità e della
pensione, provvedendo lo Stato, quando ne sia il caso, ai versamenti alla Cassa
Pensioni per il tempo passato dal militare sotto le armi. — Per dieci anni
dopo la guerra le amministrazioni dovranno alternare concorsi liberi con
concorsi esclusivamente riservati ai reduci della zona delle operazioni ed ai
mutilati di guerra fisicamente suscettibili del servizio richiesto.
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| 10.) |
Industrializzazione e modernizzazione delle città morte che vivono tuttora del
loro passato. Svalutazione della pericolosa e aleatoria industria del
forestiero.
Sviluppo della marina
mercantile e della navigazione fluviale. Canalizzazione delle acque e bonifiche
delle terre malariche. Mettere in valore tutte le forze e le ricchezze del
paese. Frenare l'emigrazione. Nazionalizzare e utilizzare tutte le acque e tutte
le miniere. Concederne lo sfruttamento a enti pubblici locali. Agevolazioni
all'industria e all'agricoltura cooperative. Difesa dei consumatori.
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| 11.) |
Riforma radicale della Burocrazia divenuta oggi fine a sé stessa e Stato nello
Stato. Sviluppare per questo le autonomie regionali e comunali. Decentramento
regionale delle attribuzioni amministrative e relativi controlli. Per fare di
ogni amministrazione uno strumento agile e pratico, diminuire di due terzi gli
impiegati raddoppiando gli stipendi dei Capi-servizio e rendendo difficili ma
non teorici i concorsi. Darei ai Capi-servizio la responsabilità diretta e il
conseguente obbligo di alleggerire e semplificare tutto. Abolire l'immonda
anzianità, in tutte le amministrazioni, nella carriera diplomatica e in tutti i
rami della vita nazionale. Premiazione diretta dell'ingegno pratico e
semplificazione negli impieghi. Svalutazione dei diplomi accademici e
incoraggiamento con premî della iniziativa commerciale e industriale. Principio
elettivo nelle cariche maggiori. Organizzazione semplificata a tipo industriale
nei rami esecutivi.
Il partito politico
futurista che noi fondiamo oggi, e che organizzeremo dopo la guerra, sarà
nettamente distinto dal movimento artistico futurista. Questo continuerà nella
sua opera di svecchiamento e rafforzamento del genio creatore italiano. Il
movimento artistico futurista, avanguardia della sensibilità artistica
italiana, è necessariamente sempre in anticipo sulla lenta sensibilità del
popolo. Rimane perciò una avanguardia spesso incompresa e spesso osteggiata
dalla maggioranza che non può intendere le sue scoperte stupefacenti, la
brutalità delle sue espressioni polemiche e gli slanci temerari delle sue
intuizioni.
Il partito politico
futurista invece intuisce i bisogni presenti e interpreta esattamente la
coscienza di tutta la razza nel suo igienico slancio rivoluzionario. Potranno
aderire al partito politico futurista tutti gli italiani, uomini e donne d'ogni
classe e d'ogni età, anche se negati a qualsiasi concetto artistico e
letterario.
Questo programma
politico segna la nascita del partito politico futurista invocato da tutti gli
italiani che si battono oggi per una piú giovane Italia liberata dal peso del
passato e dallo straniero.
Sosterremo questo
programma politico con la violenza e il coraggio futurista che hanno
caratterizzato sin qui il nostro movimento nei teatri e nelle piazze. Tutti
sanno in Italia e all'estero ciò che noi intendiamo per violenza e coraggio.
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