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marinetti filippo
tommaso
Manifesto
tecnico della Letteratura futurista
(11
maggio 1912) (a
cura di Benedetto Brugia)
Risposte
alle obiezioni (11 agosto 1912)
Battaglia
Peso + Odore
In aeroplano, seduto sul cilindro
della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell'aviatore, io sentii
l'inanità ridicola della vecchia sintassi ereditata da Omero (1). Bisogno
furioso di liberare le parole, traendole fuori dalla prigione del periodo
latino! Questo ha naturalmente, come ogni imbecille, una testa previdente, un
ventre, due gambe e due piedi piatti, ma non avrà mai due ali. Appena il
necessario per camminare, per correre un momento e fermarsi quasi subito
sbuffando!
Ecco che cosa mi
disse l'elica turbinante, mentre filavo a duecento metri sopra i possenti
fumaioli di Milano. E l'elica soggiunse:
| 1.) |
Bisogna distruggere la sintassi disponendo i sostantivi a caso, come nascono. |
| 2.) |
Si deve usare il verbo all'infinito, perché si adatti elasticamente al
sostantivo e non lo sottoponga all'io dello scrittore che osserva o
immagina. Il verbo all'infinito può, solo, dare il senso della continuità
della vita e l'elasticità dell'intuizione che la percepisce. |
| 3.) |
Si deve abolire l'aggettivo, perché il sostantivo nudo conservi il suo
colore essenziale (2). L'aggettivo avendo in sé un carattere di sfumatura, è
inconcepibile con la nostra visione dinamica, poiché suppone una sosta, una
meditazione. |
| 4.) |
Si deve abolire l'avverbio, vecchia fibbia che tiene unite l'una
all'altra le parole (3). L'avverbio conserva alla frase una fastidiosa unità di
tono. |
| 5.) |
Ogni sostantivo deve avere il suo doppio, cioè il sostantivo deve essere
seguito, senza congiunzione, dal sostantivo a cui è legato per analogia.
Esempio: uomo-torpediniera, donna-golfo, folla-risacca, piazza-imbuto,
porta-rubinetto.
Siccome la velocità
aerea ha moltiplicato la nostra conoscenza del mondo, la percezione per analogia
diventa sempre piú naturale per l'uomo. Bisogna dunque sopprimere il come,
il quale, il cosí, il simile a. Meglio ancora, bisogna
fondere direttamente l'oggetto coll'immagine che esso evoca, dando l'immagine in
iscorcio mediante una sola parola essenziale (4).
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| 6.) |
Abolire anche la punteggiatura. Essendo soppressi gli aggettivi, gli
avverbi e le congiunzioni, la punteggiatura è naturalmente annullata, nella
continuità varia di uno stile vivo che si crea da sé, senza le
soste assurde delle virgole e dei punti. Per accentuare certi movimenti e
indicare le loro direzioni, s'impiegheranno segni della matematica: + − ×
: = > <, e i segni musicali. |
| 7.) |
Gli scrittori si sono abbandonati finora all'analogia immediata. Hanno
paragonato per esempio l'animale all'uomo o ad un altro animale, il che equivale
ancora, press'a poco, a una specie di fotografia. (Hanno paragonato per esempio
un fox-terrier a un piccolissimo puro-sangue. Altri piú avanzati, potrebbero
paragonare quello stesso fox-terrier trepidante, a una piccola macchina Morse.
Io lo paragono invece, a un'acqua ribollente. V'è in ciò una gradazione di
analogie sempre piú vaste, vi sono dei rapporti sempre piú profondi e
solidi, quantunque lontanissimi).
L'analogia non è
altro che l'amore profondo che collega le cose distanti, apparentemente diverse
ed ostili. Solo per mezzo di analogie vastissime uno stile orchestrale, ad un
tempo policromo, polifonico, e polimorfo, può abbracciare la vita della
materia.
Quando nella mia Battaglia
di Tripoli, ho paragonato una trincea irta di baionette a un'orchestra, una
mitragliatrice ad una donna fatale, ho introdotto intuitivamente una gran parte
dell'universo in un breve episodio di battaglia africana.
Le immagini non sono
fiori da scegliere e da cogliere con parsimonia, come diceva Voltaire. Esse
costituiscono il sangue stesso della poesia. La poesia deve essere un seguito
ininterrotto di immagini nuove senza di che non è altro che anemia e clorosi.
Quanto piú le
immagini contengono rapporti vasti, tanto piú a lungo esse conservano la loro
forza di stupefazione. Bisogna — dicono — risparmiare la meraviglia del
lettore. Eh! via! Curiamoci, piuttosto, della fatale corrosione del tempo, che
distrugge non solo il valore espressivo di un capolavoro, ma anche la sua forza
di stupefazione. Le nostre vecchie orecchie (5) troppe volte entusiaste non
hanno forse già distrutto Beethoven e Wagner? Bisogna dunque abolire nella
lingua tutto ciò che essa contiene in fatto d'immagini stereotipate, di
metafore scolorite, e cioè quasi tutto.
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| 8.) |
Non vi sono categorie d'immagini, nobili o grossolane o volgari (6),
eccentriche o naturali. L'intuizione che le percepisce non ha né preferenze né
partiti-presi. Lo stile analogico è dunque padrone assoluto di tutta la materia
e della sua intensa vita. |
| 9.) |
Per dare i movimenti successivi d'un oggetto bisogna dare la catena delle
analogie che esso evoca, ognuna condensata, raccolta in una parola
essenziale.
Ecco un esempio
espressivo di una catena di analogie ancora mascherate e appesantite dalla
sintassi tradizionale:
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Eh
sí! voi siete, piccola mitragliatrice, una donna affascinante, e sinistra, e
divina, al volante di un invisibile centocavalli, che rugge con scoppii
d'impazienza. Oh! certo fra poco balzerete nel circuito della morte, verso il
capitombolo fracassante o la vittoria!... Volete che io vi faccia dei madrigali
pieni di grazia e di colore? A vostra scelta signora... Voi somigliate per me, a
un tribuno proteso, la cui lingua eloquente, instancabile, colpisce al cuore gli
uditori in cerchio, commossi... Siete, in questo momento, un trapano
onnipotente, che fora in tondo il cranio troppo duro di questa notte ostinata...
Siete, anche, un laminatoio, un tornio elettrico, e che altro? Un gran cannello
ossidrico che brucia, cesella e fonde a poco a poco le punte metalliche delle
ultime stelle!... (Battaglia di Tripoli) |
In certi casi
bisognerà unire le immagini a due a due, come le palle incatenate, che
schiantano, nel loro volo tutto un gruppo d'alberi.
Per avviluppare e
cogliere tutto ciò che vi è di piú fuggevole e di piú inafferrabile nella
materia, bisogna formare delle strette reti d'immagini o analogie, che
verranno lanciate nel mare misterioso dei fenomeni. Salvo la forma a festoni
tradizionale, questo periodo del mio Mafarka il futurista è un esempio
di una simile fitta rete di immagini:
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Tutta
l'acre dolcezza della gioventú scomparsa gli saliva su per la gola, come dai
cortili delle scuole salgono le grida allegre dei fanciulli verso i maestri
affacciati al parapetto delle terrazze da cui si vedono fuggire i bastimenti... |
Ed ecco ancora tre
reti d'immagini:
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Intorno
al pozzo della Bumeliana, sotto gli olivi folti, tre cammelli comodamente
accovacciati nella sabbia si gargarizzavano dalla contentezza, come vecchie
grondaie di pietra, mescolando il ciac-ciac dei loro sputacchi ai tonfi regolari
della pompa a vapore che dà da bere alla città. Stridori e dissonanze
futuriste, nell'orchestra profonda delle trincee dai pertugi sinuosi e dalle
cantine sonore, fra l'andirivieni delle baionette, archi di violino che la rossa
bacchetta del tramonto infiamma di entusiasmo...
È il
tramonto-direttore d'orchestra, che con un gesto ampio raccoglie i flauti sparsi
degli uccelli negli alberi, e le arpe lamentevoli degli insetti, e lo
scricchiolío delle pietre. È lui che ferma a un tratto i timpani delle gamelle
e dei fucili cozzanti, per lasciar cantare a voce spiegata sull'orchestra degli
strumenti in sordina, tutte le stelle d'oro, ritte, aperte le braccia, sulla
ribalta del cielo. Ed ecco una gran dama allo spettacolo... Vastamente
scollacciato, il deserto infatti mette in mostra il suo seno immenso dalle curve
liquefatte, tutte verniciate di belletti rosei sotto le gemme crollanti della
prodiga notte. (Battaglia di Tripoli)
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| 10.) |
Siccome ogni specie di ordine è fatalmente un prodotto dell'intelligenza cauta
e guardinga bisogna orchestrare le immagini disponendole secondo un maximum
di disordine. |
| 11.) |
Distruggere nella letteratura l'«io», cioè tutta la psicologia. L'uomo
completamente avariato dalla biblioteca e dal museo, sottoposto a una logica e a
una saggezza spaventose, non offre assolutamente piú interesse alcuno. Dunque,
dobbiamo abolirlo nella letteratura, e sostituirlo finalmente colla materia, di
cui si deve afferrare l'essenza a colpi d'intuizione, la qual cosa non potranno
mai fare i fisici né i chimici.
Sorprendere
attraverso gli oggetti in libertà e i motori capricciosi la respirazione, la
sensibilità e gli istinti dei metalli, delle pietre, del legno, ecc. Sostituire
la psicologia dell'uomo, ormai esaurita, con l'ossessione lirica della
materia.
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Guardatevi dal
prestare alla materia i sentimenti umani, ma indovinate piuttosto i suoi
differenti impulsi direttivi, le sue forze di compressione, di dilatazione, di
coesione, e di disgregazione, le sue torme di molecole in massa o i suoi turbini
di elettroni. Non si tratta di rendere i drammi della materia umanizzata. È la
solidità di una lastra d'acciaio, che c'interessa per sé stessa, cioè
l'alleanza incomprensibile e inumana delle sue molecole o dei suoi elettroni,
che si oppongono, per esempio, alla penetrazione di un obice. Il calore di un
pozzo di ferro o di legno è ormai piú appassionante, per noi, del sorriso o
delle lagrime di una donna.
Noi vogliamo dare, in
letteratura, la vita del motore, nuovo animale istintivo del quale conosceremo
l'istinto generale allorché avremo conosciuto gl'istinti delle diverse forze
che lo compongono.
Nulla è piú
interessante, per un poeta futurista, che l'agitarsi della tastiera di un
pianoforte meccanico. Il cinematografo ci offre la danza di un oggetto che si
divide e si ricompone senza intervento umano. Ci offre anche lo slancio a
ritroso di un nuotatore i cui piedi escono dal mare e rimbalzano violentemente
sul trampolino. Ci offre infine la corsa d'un uomo a 200 chilometri all'ora.
Sono altrettanti movimenti della materia, fuor dalle leggi dell'intelligenza e
quindi di una essenza piú significativa.
Bisogna introdurre
nella letteratura tre elementi che furono finora trascurati:
1)
il rumore (manifestazione del dinamismo degli oggetti);
2)
il peso (facoltà di volo degli oggetti);
3)
l'odore (facoltà di sparpagliamento degli oggetti) (7).
Sforzarsi di rendere
per esempio il paesaggio di odori che percepisce un cane. Ascoltare i motori e
riprodurre i loro discorsi (8).
La materia fu sempre
contemplata da un io distratto, freddo, troppo preoccupato di sé stesso,
pieno di pregiudizi di saggezza e di ossessioni umane.
L'uomo tende a
insudiciare della sua gioia giovane o del suo dolore vecchio la materia, che
possiede un'ammirabile continuità di slancio verso un maggiore ardore, un
maggior movimento, una maggior suddivisione di sé stessa. La materia non è né
triste né lieta. Essa ha per essenza il coraggio, la volontà e la forza
assoluta (9). Essa appartiene intera al poeta divinatore che saprà liberarsi
dalla sintassi tradizionale, pesante, ristretta, attaccata al suolo, senza
braccia e senza ali perché è soltanto intelligente. Solo il poeta asintattico
e dalle parole slegate potrà penetrare l'essenza della materia e distruggere la
sorda ostilità che la separa da noi.
Il periodo latino che
ci ha servito finora era un gesto pretenzioso col quale l'intelligenza
tracotante e miope si sforzava di domare la vita multiforme e misteriosa della
materia. Il periodo latino era dunque nato morto.
Le intuizioni
profonde della vita congiunte l'una all'altra, parola per parola, secondo il
loro nascere illogico, ci daranno le linee generali di una psicologia
intuitiva della materia (10). Essa si rivelò al mio spirito dall'alto di un
aeroplano. Guardando gli oggetti, da un nuovo punto di vista, non piú di faccia
o per di dietro, ma a picco, cioè di scorcio, io ho potuto spezzare le vecchie
pastoie logiche e i fili a piombo della comprensione antica.
Voi tutti che mi
avete amato e seguito fin qui, poeti futuristi, foste come me frenetici
costruttori d'immagini e coraggiosi esploratori di analogie. Ma le vostre
strette reti di metafore sono disgraziatamente troppo appesantite dal piombo
della logica. Io vi consiglio di alleggerirle, perché il vostro gesto
immensificato possa lanciarle lontano, spiegate sopra un oceano piú vasto.
Noi inventeremo
insieme ciò che io chiamo l'immaginazione senza fili. Giungeremo un
giorno ad un'arte ancor piú essenziale, quando oseremo sopprimere tutti i primi
termini delle nostre analogie per non dare piú altro che il seguito
ininterrotto dei secondi termini. Bisognerà, per questo, rinunciare ad essere
compresi. Esser compresi, non è necessario. Noi ne abbiamo fatto a meno,
d'altronde, quando esprimevamo frammenti della sensibilità futurista mediante
la sintassi tradizionale e intellettiva.
La sintassi era una
specie di cifrario astratto che ha servito ai poeti per informare le folle del
colore, della musicalità, della plastica e dell'architettura dell'universo. La
sintassi era una specie d'interprete o di cicerone monotono. Bisogna sopprimere
questo intermediario, perché la letteratura entri direttamente nell'universo e
faccia corpo con esso.
Indiscutibilmente la
mia opera si distingue nettamente da tutte le altre per la sua spaventosa
potenza di analogia. La sua ricchezza inesauribile d'immagini uguaglia quasi il
suo disordine di punteggiatura logica. Essa mette capo al primo manifesto
futurista, sintesi di una 100 HP lanciata alle piú folli velocità terrestri.
Perché servirsi
ancora di quattro ruote esasperate che s'annoiano, dal momento che possiamo
staccarci dal suolo? Liberazione delle parole, ali spiegate dell'immaginazione,
sintesi analogica della terra abbracciata da un solo sguardo e raccolta tutta
intera in parole essenziali.
Ci gridano: «La
vostra letteratura non sarà bella! Non avremo piú la sinfonia verbale, dagli
armoniosi dondolii, e dalle cadenze tranquillizzanti!». Ciò è bene inteso! E
che fortuna! Noi utilizziamo, invece, tutti i suoni brutali, tutti i gridi
espressivi della vita violenta che ci circonda. Facciamo coraggiosamente il
«brutto» in letteratura, e uccidiamo dovunque la solennità. Via! Non
prendete di quest'arie da grandi sacerdoti, nell'ascoltarmi! Bisogna sputare
ogni giorno sull'Altare dell’Arte! Noi entriamo nei dominii sconfinati
della libera intuizione. Dopo il verso libero, ecco finalmente le parole in
libertà!
Non c'è in questo,
niente di assoluto né di sistematico. Il genio ha raffiche impetuose e torrenti
melmosi. Esso impone talvolta delle lentezze analitiche ed esplicative. Nessuno
può rinnovare improvvisamente la propria sensibilità. Le cellule morte sono
commiste alle vive. L'arte è un bisogno di distruggersi e di sparpagliarsi,
grande innaffiatoio di eroismo che inonda il mondo. I microbi — non lo
dimenticate — sono necessari alla salute dello stomaco e dell'intestino. Vi è
anche una specie di microbi necessaria alla vitalità dell'arte, questo
prolungamento della foresta delle nostre vene, che si effonde, fuori dal
corpo, nell'infinito dello spazio e del tempo.
Poeti futuristi! Io
vi ho insegnato a odiare le biblioteche e i musei, per prepararvi a odiare
l'intelligenza, ridestando in voi la divina intuizione, dono caratteristico
delle razze latine. Mediante l'intuizione, vinceremo l'ostilità apparentemente
irriducibile che separa la nostra carne umana dal metallo dei motori.
Dopo il regno
animale, ecco iniziarsi il regno meccanico. Con la conoscenza e l'amicizia della
materia, della quale gli scienziati non possono conoscere che le reazioni
fisico-chimiche, noi prepariamo la creazione dell'uomo meccanico dalle parti
cambiabili. Noi lo libereremo dall'idea della morte, e quindi dalla morte
stessa, suprema definizione (11) dell'intelligenza logica.
risposte
alle obiezioni (12)
(11
agosto 1912)
Disprezzo
gli scherzi e le ironie innumerevoli, e rispondo alle interrogazioni scettiche e
alle obiezioni importanti lanciate dalla stampa europea contro il mio Manifesto
tecnico della Letteratura futurista.
| 1.) |
Quelli che hanno capito ciò che intendevo per odio dell’intelligenza
hanno voluto scorgervi l'influenza della filosofia di Bergson. Certo costoro non
sanno che il mio primo poema epico: La Conquête des Étoiles, pubblicato
nel 1902, recava nella prima pagina, a guisa di epigrafe, questi tre versi di
Dante:
|
O
insensata cura dei mortali,
Quanto
son difettivi sillogismi
Quei
che ti fanno in basso batter l’ali.
(Paradiso
- Canto XI) |
E questo pensiero di
Edgardo Poe:
...
lo spirito poetico — codesta facoltà piú sublime di ogni altra, ormai lo
sappiamo, — poiché verità della massima importanza non potevano esserci
rivelate se non da quell'Analogia la cui eloquenza, irrecusabile per
l'immaginazione, nulla dice alla ragione inferma e solitaria.
(Edgardo
Poe - Colloquio fra Monos e Una)
Assai prima di
Bergson questi due genî creatori coincidevano col mio genio affermando
nettamente il loro odio (13) per l'intelligenza strisciante, inferma e
solitaria, e accordando tutti i diritti all'immaginazione intuitiva e
divinatrice.
|
| 2.) |
Quando parlo d'intuizione e d'intelligenza non intendo già di parlare di due
dominii distinti e nettamente separati. Ogni spirito creatore ha potuto
constatare, durante il lavoro di creazione, che i fenomeni intuitivi si
fondevano coi fenomeni dell'intelligenza logica.
È quindi impossibile
determinare esattamente il momento in cui finisce l'ispirazione incosciente e
comincia la volontà lucida. Talvolta quest'ultima genera bruscamente
l'ispirazione, talvolta invece l'accompagna. Dopo parecchie ore di lavoro
accanito e penoso, lo spirito creatore si libera ad un tratto dal peso di tutti
gli ostacoli, e diventa, in qualche modo, la preda di una strana spontaneità di
concezione e di esecuzione. La mano che scrive sembra staccarsi dal corpo e si
prolunga in libertà assai lungi dal cervello, che, anch'esso in qualche modo
staccato dal corpo e divenuto aereo, guarda dall'alto, con una terribile
lucidità, le frasi inattese che escono dalla penna.
Questo cervello
dominatore contempla impassibile o dirige, in realtà, i balzi della fantasia
che agitano la mano? È impossibile rendersene conto. In quei momenti, io non ho
potuto notare, dal punto di vista fisiologico, che un gran vuoto allo stomaco.
Per intuizione,
intendo dunque uno stato del pensiero quasi interamente intuitivo e incosciente.
Per intelligenza, intendo uno stato del pensiero quasi interamente
intellettivo e volontario.
|
| 3.) |
La poesia ideale che io sogno, e che altro non sarebbe se non il seguirsi
ininterrotto dei secondi termini delle analogie, non ha nulla a che fare con
l'allegoria. L'allegoria, infatti, è il seguirsi dei secondi termini di
parecchie analogie, tutte legate insieme logicamente. L'allegoria è
anche, talvolta, il secondo termine sviluppato e minuziosamente descritto, di
una analogia.
Al contrario io
aspiro a dare il seguirsi illogico, non piú esplicativo, ma intuitivo, dei
secondi termini di molte analogie tutte slegate e molto spesso opposte l'una
all'altra.
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| 4.) |
Tutti gli stilisti di razza hanno potuto constatare facilmente che l'avverbio
non è soltanto una parola che modifica il verbo, l'aggettivo o un altro
avverbio, ma anche un legamento musicale che unisce i differenti suoni del
periodo. |
| 5.) |
Credo necessario sopprimere l'aggettivo e l'avverbio, perché sono ad un tempo,
e a volta a volta, i festoni variopinti, i panneggi a sfumature, i piedistalli,
i parapetti e le balaustre del vecchio periodo tradizionale.
È appunto mediante
un uso sapiente dell'aggettivo e dell'avverbio, che si ottiene il dondolío
melodioso e monotono della frase, il suo sollevarsi interrogativo e commovente e
il suo cadere riposante e graduale di onda sulla spiaggia. Con una emozione
sempre identica, l'anima trattiene il fiato, trema un poco, supplica di essere
calmata e respira infine ampiamente quando l'ondata delle parole ricade, con la
sua punteggiatura di ghiaia e la sua eco finale.
L'aggettivo e
l'avverbio hanno una triplice funzione: esplicativa, decorativa e musicale,
mediante la quale indicano l'andatura grave o leggera, lenta o rapida del
sostantivo che si muove nella frase. Sono, a volta a volta, i bastoni o le
grucce del sostantivo. La loro lunghezza e il loro peso regolano il passo dello
stile che è sempre necessariamente sotto tutela, e gli impediscono di
riprodurre il volo dell'immaginazione.
Scrivendo per
esempio: «Una donna giovane e bella cammina rapidamente sul lastricato di
marmo», lo spirito tradizionale si affretta a spiegare che quella donna è
giovane e bella, quantunque l'intuizione dia semplicemente un movimento bello.
Piú tardi, lo spirito tradizionale annuncia che quella donna cammina
rapidamente, e aggiunge infine che essa cammina su un lastricato di marmo.
Questo procedimento
puramente esplicativo, privo d'imprevisto, imposto anticipatamente a tutti gli
arabeschi, zig-zag e sobbalzi del pensiero, non ha piú ragione di essere. È
quindi press'a poco sicuro che non s'ingannerà chi farà il contrario.
Inoltre è innegabile
che abolendo l'aggettivo e l'avverbio si ridarà al sostantivo il suo valore
essenziale, totale e tipico.
Io ho, d'altronde,
un'assoluta fiducia nel sentimento di orrore che provo pel sostantivo che si
avanza seguito dal suo aggettivo come da uno straccio o da un cagnolino.
Talvolta, quest'ultimo è tenuto a guinzaglio da un avverbio elegante. Talvolta
il sostantivo porta un aggettivo davanti e un avverbio di dietro, come i due
cartelloni d'un uomo-sandwich. Sono altrettanti spettacoli insopportabili.
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| 6.) |
Perciò appunto io ricorro alla aridità astratta dei segni matematici, che
servono a dare le quantità riassumendo tutte le spiegazioni, senza riempitivi,
ed evitando la mania pericolosa di perder tempo in tutti i cantucci della frase,
in minuziosi lavori da cesellatore, da gioielliere o da lustrascarpe. |
| 7.) |
Le parole liberate dalla punteggiatura irradieranno le une sulle altre,
incroceranno i loro diversi magnetismi, secondo il dinamismo ininterrotto del
pensiero. Uno spazio bianco, piú o meno lungo, indicherà al lettore i riposi o
i sonni piú o meno lunghi dell'intuizione. Le lettere maiuscole indicheranno al
lettore i sostantivi che sintetizzano una analogia dominatrice. |
| 8.) |
La distruzione del periodo tradizionale, l'abolizione dell'aggettivo,
dell'avverbio e della punteggiatura determineranno necessariamente il fallimento
della troppa famosa armonia dello stile, cosicché il poeta futurista potrà
finalmente utilizzare tutte le onomatopee, anche le piú cacofoniche, che
riproducono gli innumerevoli rumori della materia in movimento. |
Tutte queste
elastiche intuizioni, con le quali io completo il mio Manifesto tecnico della
letteratura futurista, sono sbocciate successivamente nel mio cervello mentre
creavo la mia nuova opera futurista, della quale ecco un frammento fra i piú
significativi (14):
Battaglia
Peso
+ Odore
Mezzogiorno
¾ flauti gemiti solleone tumbtumb allarme Gargaresch schiantarsi
crepitazione marcia Tintinnío zaini fucili zoccoli chiodi cannoni criniere
ruote cassoni ebrei frittelle paniall'olio cantilene bottegucce zaffate
lustreggío cispa puzzo
cannella muffa flusso e
riflusso pepe rissa sudiciume turbine aranci-in-fiore filigrana miseria dadi
scacchi carte gelsomino + nocemoscata + rosa arabesco mosaico carogna
pungiglioni acciabattío
miragliatrici = ghiaia + risacca + rane Tintinnío zaini fucili cannoni
ferraglia atmosfera = piombo + lava + 300 fetori + 50 profumi selciato materasso
detriti sterco-di-cavallo carogne flic-flac ammassarsi cammelli asini tumb-tuuum
cloaca Souk-degli-argentieri dedalo seta azzurro galabieh porpora aranci
moucharabieh archi scavalcare biforcazione piazzetta pullulío
concería
lustrascarpe gandouras burnous formicolío colare trasudare policromía
avviluppamento escrescenze fessure tane calcinacci demolizione acido-fenico
calce pidocchiume
Tintinnío zaini tatatatata zoccoli chiodi cannoni cassoni frustate
panno-da-uniforme lezzo-d'agnelli via-senza-uscita a-sinistra imbuto a-destra
quadrivio chiaroscuro bagno-turco fritture muschio giunchiglie
fiore-d'arancio nausea essenza-di-rosa insidia ammoniaca artigli escrementi
morsi carne + 1000 mosche frutti secchi carrube ceci pistacchi mandorle
regimi-banani datteri tumbtumb
caprone cusscuss-ammuffito aromi zafferano catrame uovo-fradicio
cane-bagnato gelsomino gaggía sandalo garofani maturare intensità ribollimenti
fermentare tuberosa Imputridire sparpagliarsi furia morire disgregarsi pezzi
briciole polvere eroismo
tatatata fuoco-di-fucileria pic pac pun pan pan mandarino
lana-fulva mitragliatrici raganelle ricovero-di-lebbrosi piaghe
avanti
carne-madida sporcizia soavità etere Tintinníio zaini fucili cannoni cassoni
ruote benzoino tabacco incenso anice villaggio rovine bruciato ambra gelsomino
case sventramenti abbandono giarra-di-terracotta tumbtumb violette
ombríe pozzi asinello asina cadavere sfracellamento sesso
esibizione
aglio bromi anice brezza pesce abete-nuovo rosmarino pizzicherie palme sabbia
cannella Sole oro bilancia piatti piombo cielo seta calore imbottitura porpora
azzurro torrefazione Sole = vulcano + 3000 bandiere atmosfera precisione corrida
furia chirurgia
lampade
raggi bisturí scintillío biancherie deserto clinica × 20000 braccia 20000
piedi 10000 occhi mirini scintillazione attesa operazione sabbie forni-di-navi
Italiani Arabi 4000 metri battaglioni caldaie comandi stantuffi sudore bocche
fornaci
perdio avanti olio tatatata ammoniaca > gaggíe viole sterchi rose
sabbie barbaglio-di-specchi tutto camminare aritmetica tracce obbedire ironia
entusiasmo
ronzío cucire dune guanciali zigzags rammendare piedi mole scricchiolío sabbia
inutilità mitragliatrici = ghiaia + risacca +
rane
Avanguardie: 200 metri caricate-alla-baionetta avanti Arterie rigonfiamento
caldo fermentazione capelli ascelle rocchio fulvore biondezza aliti + zaino 18
chili prudenza = altalena ferraglie salvadanaio mollezza: 3 brividi comandi
sassi rabbia nemico calamita leggerezza
gloria
eroismo Avanguardie: 100 metri mitragliatrici fucilate eruzione violini ottone pim
pum pac pac tim tum mitragliatrici tataratatatarata
Avanguardie: 20 metri battaglioni-formiche cavalleria-ragni strade-guadi
generale-isolotto staffette-cavallette sabbie-rivoluzione obici-tribuni
nuvole-graticole fucili-martiri shrapnels-aureole moltiplicazione addizione
divisione obici-sottrazione granata-cancellatura grondare colare frana blocchi
valanga
Avanguardie: 3 metri miscuglio andirivieni incollarsi scollarsi lacerazione
fuoco sradicare cantieri frana cave incendio pànico accecamento schiacciare
entrare uscire
correre
zacchere Vite-razzi cuori-ghiottonerie baionette-forchette mordere trinciare
puzzare ballare saltare rabbia cani-esplosione obici-ginnasti fragori-trapezi
esplosione rosa gioia ventri-innaffiatoi teste-foot-ball
sparpagliamento
Cannone 149-elefante artiglieri-cornacs issa-oh collera leve lentezza pesantezza
centro carica fantino metodo monotonía allenatori distanza gran-premio parabola
x luce zang-tumb-tuuum mazza infinito Mare =
merletti-smeraldi-freschezza-elasticità-abbandono-mollezza
corazzate-acciaio-concisione-ordine Bandiera-di-combattimento (prati
cielo-bianco-di-caldo sangue) = Italia forza orgoglio-italiano fratelli mogli
madre insonnia gridío-di-strilloni gloria dominazione caffè racconti-di-guerra
Torri cannoni-virilità-volate erezione telemetro estasi tumb-tumb 3
secondi tumbtumb onde sorrisi risate cic ciac plaff pluff gluglugluglu
giocare-a-rimpiattino cristalli vergini carne gioielli perle iodio sali bromi
gonnelline gas liquori bolle 3
secondi
tumb-tumb ufficiale bianchezza telemetro croce fuoco drindrin megafono
alzo-4-mila-metri tutti-a-sinistra basta fermi-tutti sbandamento-7-gradi
erezione splendore getto forare immensità azzurro-femmina
sverginamento
accanimento corridoi grida labirinto materassi singhiozzi sfondamento deserto
letto precisione telemetro monoplano loggione applausi
monoplano = balcone-rosa-ruota-tamburo trapano-tafano > disfatta-araba bue
sanguinolenza macello ferite rifugio oasi umidità ventaglio freschezza
siesta strisciamento germinazione sforzo dilatazione-vegetale
sarò-piú-verde-domani restiamo-bagnati serba-questa-goccia-d'acqua
bisogna-arrampicarsi-3-centimetri-per-resistere-a-20-grammi-di-sabbia-e-3000-grammi-di-tenebre
via-lattea-albero-di-cocco stelle-noci-di-cocco latte grondare succo delizia
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PFu della vecchia sintassi ereditaria. |
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PFu il suo valore essenziale. |
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PFu l'avverbio, legamento musicale che unisce i diversi suoni del periodo. |
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MIst l'oggetto coll'immagine in iscorcio, mediante una sola parola essenziale. |
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PFu ZTT SVTF Le vostre orecchie. |
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PFu ZTT SVTF o grossolane, eleganti o volgari. |
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PFu SVTF Bisogna rendere il peso (facoltà di volo) e l'odore (facoltà di
sparpagliamento) degli oggetti, cosa che si trascurò di fare, finora, in letteratura. |
| (8)
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PFu i loro specialissimi discorsi inumani. |
| (9)
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PFu per essenza una energia inesauribile. |
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PFu le linee generali di una fisicologia intuitiva della materia. |
| (11)
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ZTT Noi lo libereremo dall'idea della morte stessa, suprema definizione. |
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ZTT Supplemento al Manifesto tecnico della Letteratura futurista SVTF Polemiche
intorno al Manifesto tecnico della Letteratura futurista. |
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PFu ZTT SVTF il loro disprezzo e il loro odio. |
| (14)
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MIst mentre creavo queste prime Parole in libertà. |

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