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marinetti filippo tommaso L'Aeropoema del Golfo della Spezia (a cura di Benedetto Brugia)
- 1. Simultaneità d'alba armata velata stringente - 2. Simultaneità di mattino ebbro d'armi belletti musiche e uccelli meccanici - 3. Simultaneità di meriggio infantile geloso goloso lucente canoro e puntato contro tutto - 4. Simultaneità di crepuscolo preistorico futurista carico d'odio lussuria e purissimo amore - 5. Simultaneità di una notte di guerra pronta e imbrillantata d'orgogli esplosivi Ho corretto le prime bozze dell’Aeropoema del Golfo della Spezia con la prua del motoscafo dell’Ammiragliato sulla carta verde patinata d’oro del mare di Lerici poi colle eliche d’un trimotore a 3000 metri sulle Alpi Austriache che bianchissimi angioletti ghiotti inzuccheravano di nivei lampeggianti desideri Le seconde bozze furono corrette da me in un palco del teatro della Spezia dove vati scartati dalla giuria nella mia sfida ai poeti d’Italia aizzavano marinai scaricatori studenti e trogloditici passatisti a centuplicare l’odio fossile della terra contro l’imponderabile volante luce della Poesia Dominavano i lunghi interminabili fischi d’una squadra accecata dalla nebbia Sul palcoscenico si avvicendavano un noto sarto-poeta che il pubblico sbottonava e lacerava crudelmente fino alla fodera e un noto commissario di polizia-poeta che gli studenti invitavano ad arrestare pernacchi sonori Alla fine della seconda serata mi presentai alla ribalta per dichiarare non butterò certo nelle vostre mani la collana di perle delle mie immagini ne godrete più tardi lo splendore futurista Poi serenamente ripresi a correggerne le bozze mentre uscivo dal teatro in un finimondo di schiaffi bastonate nella folla impazzita che voleva bruciare impresario poeti passatisti e futuristi Ora nel capannone d’Alta Velocità di Desenzano interrogo Castoldi costruttore di apparecchi ultra rapidi mentre mastica sigaro toscano e geometrie azzurre del Lago di Garda da sorvolare più presto Faccia di luna paesana d’agosto curva sul fiasco di Chianti e sull’algebra rossa d’una elissi di volo — Bisogna affusolare l’apparecchio perché non si formi il catastrofico accordo d’onde atmosferiche a moltiplicazione o lo sbattimento di coda che ad un tratto sfasciano ogni cosa (così avviene in un'aeropoesia non sufficientemente snellita dalla sintesi) Agello agile impiegato al ministero dei venti pioggia nuvole stelle aggiunge — Bisogna che le dita corrano da una manetta all’altra con precisione furtiva non dimentichiamo di dare subito tutto il gas a questo monumentale motore che pesa sulle mani e le strappa da ubriacone impazzito ha sempre sete tanta sete guai a me se non gli verso ancora da bere Egli sporca le sue candele e con balzi da gigante potrebbe vorrebbe vuole vuole scaraventarmi più da grande altezza (infatti guai all'aeropoeta futurista se non riesce a caricare l'aeropoema d'una quantità enorme di gas lirico tanto gas da farlo scoppiare) Una graziosa biondina da sposare col suo tic-tac di macchina da cucire o amare interrompe — M’insegni lei che sa tutto come si può fissare nel matrimonio uno di questi aviatori eleganti uccelli militari del cielo dato che non so fare ed ho la cattiva abitudine di distribuire gli spicchi del mio cuore a tutti i passeri della terra Risponderle subito — Pessima abitudine dovreste invece dare tutto il gas della vostra tenerezza ad uno solo perché vi stringa nel suo aeropoema vivente Di colpo lontano dal terrestre tic-tac femminile Agello Castoldi ed io ci sentiamo a 200 300 metri con furia ingoiare il bel lago spumoso quando finalmente si trionfa nell’entrare fra gli illustri onnipotenti Signori Chilometri 700 all’ora uuuaaaa nnnnaaaaa uuaaaaaaaa Deliiirio dell’atmosfera che disserra a poco a poco le sue coscie liscie turchine dure tanto tanto dure ecco si dà tutta aperta verso lo spasimo incalcolabile spalancarsi di voluttà e ovatta iraconda vi penetro dentro Contro le mie guancie e le mie tempie contro il casco di cuoio sfregamento lugubre incandescente del suo piacere tropicale ti tengo motore strambo immenso soprannaturale mooostro abbattermi vuoi schiacciarmi tenta tenta se puoi di bruciarmi masticarmi coi tuoi ingranaggi dentati e martellamenti di tubi che vampano Sono io io io il più forte contro la tua raaabbia Chi se non io ti guiderà ti preciserà dove vai Brutalmente cancellare così un intero orizzonte grandioso e tutto il fasto del Lago di Garda ridotto di metà Che gioia vuoi scavalcare il Mediterraneo come un catino di porcellana e turchese in cui si lava e si specchia l’ovale grazioso del sole Anche le montagne si sforzano di strapparmi con denti di vento le bozze dell’aeropoema anche le montagne nevosi coperchi di scatole di regali natalizi da cui scattiamo giuocattoli ribelli fra tanto rimescolio di paraventi cristallo e seta marina uuuuuuaaaaaaa uuuuuuuaaaaaaaaa uuuaaaaaaaaaa Non fare l’ipersensibile pedaliera se ti sfioro col piede primo brivido dell’angosciante virata amorosa che si amplifica perdervisi dentro annullarvisi ma non troppo solo un istante Veemente sospensione Compressibilità dell’atmosfera quasi solida Velocità elegante rapporto fra potenza e resistenza Concentrazione aggressiva di forza motrice 40 cavalli per decimetro quadrato nell’ingombro minimo della fusoliera ali e galleggianti Cilindri moltiplicati dai compressori Dialogo amichevole bocca a bocca di due motori l’uno dietro l’altro con due eliche frontali in senso opposto Bere lo spazio coi radiatori delle ali della fusoliera e dei galleggianti questi agili innaffiatoi di perle L’ora che separa Londra da Berlino parla di guerra alle 12 ore che separano New York da Tokio Maneggevolezza delle inclinazioni e delle svolte In una virata stretta la forza centrifuga inversamente proporzionale al raggio della curva percorsa congestiona il viso svuota il carrello svenimento irrigidirsi dei muscoli Tumulto delle paralinfe nei canali semicircolari del vestibolo dell’orecchio destro La velocità dei 500 chilometri in una virata di 200 metri di raggio imprime ai 70 chili del pilota una pressione di 825 chili con spostamento di polmoni fegato visceri e vasi sanguigni Ma già fiotta nell’anima una fluida profumata delizia poiché il furore cocciuto dei 700 comincia a stendersi e già mollemente si abbandona nei 500 verso i 300 avviluppante rallentare che sboccia dentro la lieta acquatica fatica piena di specchi che tremolano e chioccolano E voi candidi e conventuali piccioni che tubate e fecondate nei frontoni austeri dei palazzi centenari modulate pur con ironia che non vale non vale la pena di sfregiare dall’alto con piccoli sterchi perlacei le strade rimpinzate di ruote fetori fumi quando si può amorosamente sfiorarsi col becco basta così tre baci un volo da finestra a finestra un frullante abbraccio di piume poi un altro volo breve vellutando sempre più sempre più il voluttuoso tubare Ecco l’estasi dei 100 all’ora soluzione del problema nello spumante impennacchiarsi d’onde riposare nel fresco con Agello bambino che si sveglia nelle tenere braccia d’una liquida mammina sì mammina ancora una mella per il compito scritto bene e senza il minimo scarabocchio Così perfetto per snellezza forza e velocità il mio aeropoema parolibero del Golfo della Spezia percorre sei simultaneità ognuna ricca di accordi simultanei L’accordo simultaneo inventato da me è un seguito di corte verbalizzazioni essenziali sintetiche di stati d’animo diversi parole in libertà che senza punteggiatura e con un forte contrasto di tempi di verbi raggiungono il massimo dinamismo polifonico pur rimanendo comprensibili e declamabili Come tutte le parole in libertà e tavole parolibere sinottiche l’accordo simultaneo abolisce la punteggiatura questa essendo tipicamente antisimultanea nella sua funzione logicatrice ordinatrice del periodo di cui separa gli elementi a guisa di chiusure stagne L’abolizione della punteggiatura permette all’aggettivo di stemperare il suo colore — suono — odore — tattilismo — temperatura sui sostantivi e verbi vicini e lontani diventando aggettivo-atmosfera Senza successione di tempi e senza divisione di spazi l’onnipresente accordo simultaneo contiene tutti i tempi tutti gli spazi Il mio aeropoema parolibero del Golfo della Spezia nato dalla libera amicizia d’un rapidissimo motore aereo risponde a questo Manifesto Futurista dell’Aeropoesia I caratteri dell’aviazione cioè lo slancio ascensionale la religione della velocità la sospensione senza contatto l’indispensabile salute del motore i pericoli e le sensibilità alari la fusione dell’uomo coll’apparecchio e la girante sferica prospettiva che nulla ha di comune colla linea d’orizzonte della vecchia poesia terrestre impongono all’Aeropoesia mezzi e principi assolutamente nuovi Tutti i metri chiusi (aboliti trenta anni fa dalla grande Inchiesta mondiale sul Verso Libero lanciata dalla Rivista Internazionale «Poesia») sono per il loro carattere inamovibile inchiavardato marmoreo e lapidario altrettanto assurdi e grotteschi nell’Aeropoesia quanto le aquile e gli altri volatili simbolici sono assurdi e grotteschi nella Aeropittura I versi liberi già scartati dalle riassuntive e sintetizzanti velocità ferroviarie e automobilistiche appaiono poco adatti ad esprimere la sensibilità aerea e i suoi multiformi agilissimi stati d’animo I versi liberi sempre più o meno limitati e oppressi dalla sintassi e dalla logica sempre tagliati arbitrariamente dal pensiero e dal respiro del declamatore implicano o il movimento serpeggiante stretto o largo di un fiume schiavo di rive boschi e letti ghiaiosi o il movimento oscillatorio avanti e indietro dell’altalena o il movimento rotatorio e lievemente oscillante dell’alga nel mare o i reiterati colpi di martello dell’oratore I versi liberi quindi tentano affannosamente il volo ma non riescono mai a volare In cielo invece senza contatto alcuno né paura d’ostruzionismo l’Aeropoesia vincendo finalmente tutte le leggi di gravità letteraria deve esprimersi con Parole in libertà Siano però queste nella loro alata leggerezza essenziale guidate da alcune idee determinanti che noi paroliberi futuristi per i primi abbiamo estratte dalla vita degli aeroporti e dal volo Nelle parole in libertà di una aeropoesia si deve
Occorrevano degli aeroporti e soltanto degli aeroporti per verbalizzare e glorificare il trionfo attuale della aviazione considerato come orgoglio umano immensificato da tutte le velocità Le aeropoesie trovano nella Radio il loro veicolo naturale Se invece vengono fissate sulla carta subito questa si muta in una volante e bene aerata pagina di cielo con purissime sintesi sospese e viaggianti a guisa di nuvole
(1935) |