copernico Niccolò

Copernico e il sistema che cambiò il mondo

(dalla “Storia dell'Astronomia”) (a cura di Benedetto Brugia)


Nato il 19 febbraio 1473 a Torun, in Polonia, Nikolaj Kopernik (Niccolò Copernico) si iscrisse all'Università di Cracovia nel 1491. Nell'ateneo della città polacca seguì corsi di grammatica, dialettica, retorica, aritmetica, geometria, musica e astronomia. Fu avviato agli studi dallo zio Lucas, futuro vescovo e governatore di Ermlandia, l'attuale regione della Warmja in Polonia. Nell'autunno del 1496 Copernico raggiunse l'Università di Bologna, dove divenne aiutante di un noto astronomo che insegnava nell'ateneo felsineo, Domenico Maria da Novara. Questi aveva pubblicato uno scritto in cui, sulla base delle variazioni della latitudine delle città mediterranee dai tempi di Tolomeo, aveva dedotto il lento spostamento dell'asse di rotazione terrestre. Da questa opera Copernico trasse la conclusione che, se l'asse di rotazione del nostro pianeta era soggetto a mutamenti, la Terra non poteva essere immobile. Oltre a quella di Bologna frequentò le Università di Padova e Ferrara (dove conseguì il dottorato in diritto canonico) e in quel periodo rilevò il 9 marzo 1497 l'occultazione della stella Aldebaran nel Toro da parte della Luna, e il 6 novembre 1500 un'eclissi parziale del nostro satellite. Si tratta di dati molto importanti, visto che, nel corso della carriera di astronomo, Copernico compirà soltanto ventisette osservazioni visuali del cielo e, sul letto di morte, si lamenterà di non avere mai visto il pianeta Mercurio. Nel 1506 ritornò in Polonia e si recò nel castello di Heiselberg, presso lo zio, che accompagnò nelle sue missioni. Gli rimase però molto tempo libero, che sfruttò per i propri studi astronomici, per effettuare i quali utilizzava strumenti molto rudimentali, come una ballestriglia (strumento a forma di croce latina utilizzato per puntare le stelle e conosciuto anche come “bastone di Giacobbe”) e una meridiana. Nel 1512, alla morte dello zio, assunse le funzioni di canonico presso la cattedrale di Frauenburg, una carica che ricoprì sino alla morte. La sua prima opera di astronomia è il “Commentariulus” e risale ai primi anni in cui dimorò a Frauenburg. Dall'opera emergono sette postulati che, successivamente sviluppati nel “De revolutionibus orbium cœlestium”, cambieranno la storia dell'astronomia: tutti i corpi celesti non si spostano attorno a un unico centro; la Terra non è al centro dell'universo, ma solo a quello dell'orbita lunare; il Sole è al centro del sistema planetario e, quindi, dell'universo; paragonata a quella delle stelle fisse la distanza fra Terra e Sole è trascurabile; la rotazione diurna del cielo è dovuta al moto della Terra intorno al proprio asse; la rivoluzione annuale apparente del Sole è dovuta al fatto che la Terra (al pari degli altri pianeti) ruota intorno al Sole, un moto che è la causa delle stazioni e regressioni del moto dei pianeti. Sulla reale natura del cielo delle stelle fisse Copernico preferisce lasciare il campo ai filosofi.

Un grande impulso agli studi dell'astronomo polacco fu fornito dall'arrivo, nel 1539, del matematico Georg Joachim, che ne proseguì l'opera dopo la morte. Era conosciuto con l'appellativo di “Retico” in quanto proveniva dal Tirolo, l'antica Rezia. Retico raggiunse Copernico quando questi aveva già sessantasei anni e iniziò a studiare il manoscritto del “De revolutionibus orbium cœlestium” (“I moti di rivoluzione dei corpi celesti”). Ne redasse immediatamente una summa, da inviare all'astronomo e matematico Johannes Schoener di Norimberga, conosciuta come Narratio prima. L'opera che rese celebre Copernico venne pubblicata nel 1543, lo stesso anno della sua morte. Egli aveva iniziato a effettuare i propri studi per pubblicare il libro nel 1503. Molti hanno affermato che tale ritardo sia stato dovuto al timore che le sue teorie rivoluzionarie gli creassero dei problemi con le gerarchie ecclesiastiche della Chiesa cattolica. Secondo altri studiosi, invece, il ritardo fu dovuto all'incompletezza degli ultimi due libri dell'opera, il quinto e il sesto.

Nel Libro primo erano contenuti la descrizione cosmologica generale del mondo e i fondamenti fisici su cui Copernico aveva basato le proprie ricerche. Il Libro secondo conteneva un trattato sull'astronomia sferica e il suo catalogo stellare. Il Libro terzo trattava il moto apparente del Sole, il quarto la teoria della Luna e delle eclissi, mentre gli ultimi due riguardavano i moti di longitudine e latitudine dei pianeti.

Il punto focale della ricerca copernicana è il seguente: una volta dimostrato che tutti i corpi celesti hanno forma sferica e un'orbita circolare, perché non pensare che anche la Terra abbia queste caratteristiche? Le conseguenze di questa impostazione teorica furono naturalmente rivoluzionarie, anche perché, nel corso della sua opera, Copernico traeva la conclusione che fosse la Terra a orbitare intorno al Sole e non viceversa, credenza ormai consolidata da millenni. Il Sole diventava il centro del nostro sistema solare e dell'universo, e nasceva così la teoria eliocentrica.

La via all'astronomia moderna era aperta, preparata da un silenzioso e modesto studioso polacco, la cui fama si consolidò solo dopo la morte. Grazie alla sua opera la struttura dell'universo era diventata più facile da spiegare. Si era usciti dalle sabbie mobili del geocentrismo e da tutti i cervellotici marchingegni elaborati per spiegare il moto dei corpi celesti.


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